<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-30559094</id><updated>2011-07-24T13:23:36.347+02:00</updated><title type='text'>urbana</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://urbanare.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30559094/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://urbanare.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>LoiZ</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_ITJw99qks0w/SSH8f0WSQAI/AAAAAAAAA90/aGPLCL00aZY/S220/sicretz+allouin+075.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>23</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30559094.post-256856895697024537</id><published>2007-04-18T13:06:00.000+02:00</published><updated>2007-04-18T13:13:44.550+02:00</updated><title type='text'>work in progress</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.bortolozzo.net/works/spina/00.html"&gt;SPINA CENTRALE&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;fulvio bortolozzo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.bortolozzo.net/works/olimpia/00.html"&gt;OLIMPIA&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.bortolozzo.net/works/olimpia/0502_14_febbraio_2005_1.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px;" src="http://www.bortolozzo.net/works/olimpia/0502_14_febbraio_2005_1.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30559094-256856895697024537?l=urbanare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://urbanare.blogspot.com/feeds/256856895697024537/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30559094&amp;postID=256856895697024537' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30559094/posts/default/256856895697024537'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30559094/posts/default/256856895697024537'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://urbanare.blogspot.com/2007/04/work-in-progress.html' title='work in progress'/><author><name>LoiZ</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_ITJw99qks0w/SSH8f0WSQAI/AAAAAAAAA90/aGPLCL00aZY/S220/sicretz+allouin+075.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30559094.post-7896210709580259256</id><published>2007-03-12T01:35:00.000+01:00</published><updated>2007-03-12T02:04:14.422+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span class="titoletto"&gt;&lt;a href="http://www.luxflux.net/n15/partiture1.htm#"&gt;PARTITURE&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;                   Vivere, concepire, percepire: un incontro con Ogi:no Knauss&lt;br /&gt;                   &lt;/span&gt;&lt;a class="abstract"&gt; di Lucrezia Cippitelli&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Lucrezia Cippitelli&lt;/b&gt;: Questi ultimi mesi sono stati cruciali                      per Ogi:no Knauss: la pubblicazione del vostro progetto Triplicity                      e la nascita dell'etichetta ^Vrec. Vorrei quindi iniziare                      parlando di questi due progetti.&lt;br /&gt;                   Primo Triplicity, che è tra l'altro una delle due prime                      pubblicazioni della novella label. E' un lavoro bellissimo                      e che sembra una sorta di sunto delle vostre esperienze di                      esploratori urbani (tra l'altro la matrice di studiosi della                      rappresentazione dello spazio urbano è lampante vista                      la dedica a Henri Le Febvre). Ho visto da qualche parte che                      il progetto è nato come live performance. Vorrei sapere                      qualcosa di più sulla sua genesi e sul successivo passaggio                      che vi ha portato a farne un DVD rom interattivo?&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ogino Knauss&lt;/b&gt;: Siamo conosciuti soprattutto come gruppo di                      vj e live media performers, ma il percorso di Ogino Knauss                      fonde l'esperienza di filmakers irrequieti e la formazione                      come architetti di alcuni di noi. Nel corso degli anni questi                      due campi di ricerca si sono sovrapposti e influenzati sempre                      di più, ed allo stesso tempo da parte nostra si è                      consolidata la consapevolezza che i processi di produzione                      spaziale e di produzione di immagine sono sempre più                      coincidenti e correlati nella evoluzione dell'ambiente urbano.                      Per questo motivo la pratica di "suonare la città"                      che ci è sempre stata naturale, di attingere al serbatoio                      di immagini in movimento che l'ambiente urbano ci forniva                      è diventata sempre più oggetto di una attenzione                      analitica. Così, mentre tanto le esperienze personali                      di ricerca e azione quanto il percorso di Ogi:no Knauss come                      collettivo di performers ci portavano in giro ad esplorare                      nuove configurazioni dello spazio pubblico globalizzato, abbiamo                      cominciato ad organizzare una sorta di diario di viaggio,                      un "travelogue" per immagini e suoni che raccontasse                      le ispirazioni, gli spunti, le inquietudini, le sorprese che                      il nostro viaggio nel paesaggio urbano in evoluzione ci riservava.                      E' quella che abbiamo chiamato una collezione di sguardi,                      una serie di cartoline audiovisive, che le elementari tecnologie                      mediali attuali ci danno la possibilità di organizzare                      e ricombinare. Siamo sempre stati attratti dal processo creativo                      più che dalla produzione di opere, e quindi tanto il                      DVD.rom, quanto il live set si basano sulla possibilità                      di riassemblare, confrontare, contrapporre e sovrapporre paesaggi                      visuali e sonori diversi.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;L.C.&lt;/b&gt; A cosa fate riferimento in particolare riferendovi a                      tre binari paralleli (TRIPLIcity) nella narrazione degli spazi                      urbani?&lt;br /&gt;&lt;b&gt;O.K.&lt;/b&gt; Lavorando su un campo tematico così vasto e potenzialmente                      inclusivo come il paesaggio urbano globale ed il rapporto                      con la produzione di immagine, ci serviva una chiave, una                      procedura, un metodo che ancorasse la nostra pratica a un                      qualche tipo di puntello solido. L'ispirazione ce l'ha offerta                      &lt;span style="color: rgb(51, 102, 102);"&gt;Henri Lefebvre&lt;/span&gt; con la sua monumentale, affascinante (e talvolta                      criptica) &lt;span style="color: rgb(51, 102, 102);"&gt;analisi della produzione spaziale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 102, 102);"&gt;                    In particolare dove lui individua il processo di produzione                      spaziale come risultato dell’intrecciarsi e dell’indissolubile                      interdipendenza di tre spazialità differenti, il vissuto,                      il concepito ed il percepito.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 102, 102);"&gt;                    Concetto altrimenti espresso come distinzione tra spazio fisico,                      spazio sociale e spazio mentale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 102, 102);"&gt;                    Per nostra natura abbiamo sviluppato una sincera insofferenza                      per le categorie strettamente dicotomiche, ed improvvisamente                      il "gioco del tre" è diventato il principio                      su cui impostare tutto il lavoro&lt;/span&gt;... da quel momento in poi                      tutto ha cominciato a comporsi con una stupefacente coerenza                      numerologica nel processo creativo. Noi siamo tre persone,                      con differenti e complementari attitudini verso le cose che                      facciamo; in Triplicity trattiamo con uguale importanza, e                      con analoghe tecniche, &lt;span style="color: rgb(51, 102, 102);"&gt;immagine, suono e testo&lt;/span&gt;; il live set                      si sviluppa su tre schermi paralleli, la descrizione dei fenomeni                      urbani si affida a &lt;span style="color: rgb(51, 102, 102);"&gt;tre modi di leggere la città: come                      sistema di superfici, come sistema di flussi e come sistema                      di segni&lt;/span&gt;... potrei continuare così, non abbiano fatto                      altro che scoprire, articolare ed inventare "triplette"                      di ogni tipo...&lt;br /&gt;&lt;b&gt;[...]&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;L.C.&lt;/b&gt; Vedo dal vostro sito che le due collane principali su                      cui si sviluppa AVRec vertono una proprio sulla documentazione                      e registrazione di performance e vj-set (va detto a questo                      proposito che il secondo lavoro che ha inaugurato l'etichetta                      è proprio la registrazione di un vostro vj-set, Equilibratura                      elettronica)&lt;br /&gt;                   L'altro filone di produzione l'avete invece battezzato "toolkit":                      come se si trattasse di una scatola degli attrezzi dell'artista                      che lavora nell'ambito del live media. Era questa la vostra                      intenzione?&lt;br /&gt;&lt;b&gt;O.K.&lt;/b&gt; ..ma non solo dell'artista, concetto che d'altra parte                      ci è sempre più ineffabile ed estraneo.&lt;br /&gt;                   Riprendendo proprio l'esempio di Triplicity, che è                      il prototipo dei Toolkit, è un oggetto che potrebbe                      essere usato per fare una lezione universitaria di urbanistica                      o di antropologia per mostrare in che modo la produzione mediatica                      sta cambiando il modo di percepire e vivere l'ambiente umano                      e le relazioni interpersonali... e potrebbe anche essere ascoltato                      come una collezione di field recordings senza guardare le                      immagini...&lt;br /&gt;                   I prossimi progetti, qualora riuscissimo a continuare il progetto                      di pubblicazione - e dobbiamo dire che in questo momento le                      prospettive economiche per una simile impresa ci appaiono                      durissime - riguarderebbero anche ambiti molto diversi dal                      contesto della produzione puramente artistica: forme di autonarrazione                      sulla creazione di spazi pubblici e comunitari dal basso,                      ad esempio, o archivi di memorie visive familiari registrate                      in super 8... tutti progetti in cui la partecipazione attiva                      nel dare significato al materiale ci appare assai importante.                      D'altra parte ci sembra che in questo momento anche il mondo                      dell'arte stia riservando una grossa attenzione alla ridefinizione                      del ruolo dell'artista come catalizzatore di azione di consapevolezza                      e coinvolgimento fattivo del pubblico nella creazione di processi                      condivisi.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;L.C.&lt;/b&gt; Ultima domanda su AVRec, mi piace sottolineare la vostra                      scelta di parlare di licenze e di farlo ribadendo la decisione                      di adottare la licenza Creative Commons. Me ne volete parlare?&lt;br /&gt;&lt;b&gt;O.K.&lt;/b&gt; Sono anni che andiamo in giro per i marciapiedi di mezzo                      mondo "rubando" immagini. Segni, storie, conflitti,                      emozioni che derivano dal vissuto di chi quei luoghi li ha                      battuti, levigati, modificati, demoliti, odiati o amati. Saremmo                      presuntuosi a voler vendere questa roba come fosse nostra.                      Noi rivendichiamo il diritto al riconoscimento del processo                      che svolgiamo nel far risuonare flussi sotterranei ed elementi                      spontanei, non certo il possesso o la paternità delle                      nostre opere, che sono il prodotto di una costante ascolto                      e confronto di stimoli, idee, voci, suoni, emozioni, conflitti                      che ci attraversano e ci modificano. In un momento in cui                      tutti su questo pianeta sembrano affannarsi a rivendicare                      la privatizzazione di qualcosa da vendere agli altri, siamo                      fermamente convinti della &lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;necessità di rifondare e                      difendere il concetto di "common good". Siamo commonisti&lt;/span&gt;...&lt;br /&gt;&lt;b&gt;L.C.&lt;/b&gt; Parliamo ora un po' di voi.&lt;br /&gt;                   Vorrei saperne di più su come è nato il progetto                      Ogi:no Knauss, su quali sono i vostri principali filoni di                      ricerca e sui possibili punti di riferimento comuni a tutti                      e tre.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;O.K.&lt;/b&gt; Eravamo studenti fuori sede a Firenze, volevamo fare                      un film insieme, ci siamo ritrovati in un Centro Sociale Occupato                      Autogestito a creare il Laboratorio di Cinema Mutante, poco                      a poco ci siamo resi conto che in quel contesto non aveva                      senso pensare di limitarsi a tirare su il nostro orticello...                      eravamo in un zona che attestava e rivendicava una sua autonomia,                      e starci dentro significava fare delle scelte di vita politiche                      che influenzavano anche il nostro modo di fare cinema e produzione                      artistica... da qui il vj-ing come pratica di surfing emozionale,                      l'apertura e lo scambio con altri linguaggi ed altri collettivi,                      l'attenzione al contesto spaziale ed ai conflitti per l'autonomia                      degli spazi, la partecipazione a network di comunicazione                      indipendente... e poi la tehcno culture, e il fenomeno apparentemente                      fatuo dei rave, a cui ancora secondo noi non è stata                      restituita sufficiente credito come media sub-culturale.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;L.C.&lt;/b&gt; Qual'è stato il passaggio che vi ha portato ad                      indagare sull'idea di Hyperfilm e sui paesaggi urbani?&lt;br /&gt;&lt;b&gt;O.K.&lt;/b&gt; Proprio quello di cui parlavamo ora: una volta fatto                      il nostro cortometraggio in pellicola, avendo ripercorso una                      produzione cinematografica tradizionale in tutti i suoi passaggi                      ed i suoi ruoli gerarchici rigidamente impostati, dalla scrittura                      di una sceneggiatura alla costruzione di un teatro di posa                      in cui girare (e perfino la costruzione materiale di un cinema                      in cui proiettarlo), ci è venuto spontaneo smantellare                      il tutto, &lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;smembrare il processo e negare l'opera conclusa,                      aprire un processo ipernarrativo che seguisse le possibili                      derive in senso collettivo, processuale e situazionista del                      nostro lavoro&lt;/span&gt;... ne sono seguiti dieci anni di sperimentazioni,                      a volte totalmente fallimentari, eccessive, improduttive ma                      mai inutili, a volte fertili, riuscite, comunque formative...                      dobbiamo dire che dopo questa parabola, ora ci è tornata                      una gran voglia di fare un film, proprio uno di quelli che                      ti siedi in poltrona e te lo guardi con gusto.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;L.C.&lt;/b&gt; Come si sviluppa, come funziona e che idea avete del                      &lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;lavoro collettivo&lt;/span&gt;?&lt;br /&gt;&lt;b&gt;O.K.&lt;/b&gt; Fatica, frustrazione, l'impressione deprimente di dissipare                      gran parte della propria energia cercando di spiegare quello                      che potresti semplicemente fare, dubbi, rabbia, stanchezza.                      Poi realizzare ad un tratto che ne vale comunque la pena e                      che ci sono delle cose che miracolosamente scaturiscono e                      danno senso e soddisfazione al tutto...&lt;br /&gt;&lt;b&gt;L.C.&lt;/b&gt; Che rapporto avete con le macchine? Ovvero: in che modo                      vi rapportate agli strumenti tecnologici che usate per costruire                      i vostri progetti?&lt;br /&gt;&lt;b&gt;O.K.&lt;/b&gt; Piuttosto difficile, non abbiamo un rapporto molto fluido                      con le macchine, non siamo dei techies, siamo rispettosi ed                      affascinati dalle possibilità tecnologiche, ma siamo                      lenti e generalmente ci dilunghiamo a sviluppare un nostro                      uso di tecnologie che tutti stanno abbandonando per saltare                      su qualcosa di più nuovo...&lt;br /&gt;&lt;b&gt;L.C.&lt;/b&gt; Che rapporto costruite (se ne volete costruire uno) con                      gli spazi in cui lavorate e con gli spettatori/fruitori/osservatori                      delle vostre performance?&lt;br /&gt;&lt;b&gt;O.K.&lt;/b&gt; Difficile questione, ogni caso è un discorso a                      parte. Assolutamente gli spazi ci interessano come parte integrante                      del nostro lavoro. Non pensiamo alle nostre performance come                      a sé stanti, slegate dal contesto in cui avvengono,                      ma come specifico tentativo di costruire una situazione, in                      cui collocazione e momento siano una componente fondamentale                      ed irripetibile.&lt;br /&gt;                   Preferiamo sempre luoghi stimolanti e particolari, che ci                      consentano di interagire, di costruire una relazione, un dialogo,                      magari una collaborazione prolungata. Ci sentiamo meno coinvolti                      nella galleria, nel museo o nella situazione istituzionale                      che in qualche modo cerca di mettere una cornice intorno al                      tuo lavoro e di mantenere la sua distaccata neutralità.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;L.C.&lt;/b&gt; Musica: come guardate alle ricerche elettroniche più                      sperimentali? Chi vi interessa?&lt;br /&gt;&lt;b&gt;O.K.&lt;/b&gt; Ci ha sempre interessato delle musiche sperimentali la                      capacità di sviluppare pratiche innovative ed il nostro                      lavoro sul video ha spesso attinto al range delle tecniche                      della musica elettronica, e non solo, per verificarle nel                      dominio della produzione di immagine: loops, campionamento,                      scratch, uso di multiple tracce, il concetto stesso di live                      set. Anche il discorso sull'autorialità e sulla proprietà                      intellettuale è stato dapprima messo in crisi ed espanso                      nel dominio della musica elettronica e di ricerca, dal plagiarismo                      alla pratica del remix... senza dimenticare la rave culture,                      con tutte le sue implicazioni... e tutto ciò ha molto                      influenzato il nostro lavoro.&lt;br /&gt;                   La lista di chi ci interessa potrebbe essere infinita, siamo                      abbastanza onnivori, senza contare che dei tre Miki Semascus                      ha anche una formazione da DJ. Ma al di là degli esiti                      puramente musicali, estetici direi, quelli che veramente ci                      interessano sono musicisti che infondono una attitudine particolare                      al loro lavoro sul piano della consapevolezza politica o filosofica...                      pensiamo a collettivi come Ultra-red, al ventennale e vulcanico                      lavoro al campionatore di Bob Ostertag e la sintesi estrema                      di Rioji Ikeda, alla scena Hip Hop più radicale, italiana                      e straniera...&lt;br /&gt;&lt;b&gt;L.C.&lt;/b&gt; Infine vorrei un vostro sguardo sul panorama del live                      media italiano e straniero: a chi guardate? Cosa vi piace                      e cosa non vi piace di quanto succede in questi anni?&lt;br /&gt;&lt;b&gt;O.K.&lt;/b&gt; Risposta delicata... massimo rispetto per alcuni collettivi                      che anche producendo cose molto distanti dalle nostre dimostrano                      quell'attitudine che condividiamo verso la produzione... storicamente                      Cane Capovolto, Opificio Ciclope, e poi Otolab, Santi &amp;amp;                      Saule, tra i più giovani ci sembrano molto bravi OKNO.                      Ma stiamo lasciando fuori tanta di quella gente che stimiamo...                      In generale per quanto riguarda la scena internazionale ci                      sembra che ci siano tante cose estremamente interessanti,                      ma anche piuttosto fatue. Una espansione dinamica del dominio                      del graphic design estremamente elegante ma che alle volte                      non riesce a superare l'effetto della videotappezzeria, a                      cui ci sentiamo piuttosto estranei, preferendo ricerche che                      mantengono una discendenza diretta con le pratiche del cinema                      radicale.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30559094-7896210709580259256?l=urbanare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://urbanare.blogspot.com/feeds/7896210709580259256/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30559094&amp;postID=7896210709580259256' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30559094/posts/default/7896210709580259256'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30559094/posts/default/7896210709580259256'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://urbanare.blogspot.com/2007/03/partiture-vivere-concepire-percepire-un.html' title=''/><author><name>LoiZ</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_ITJw99qks0w/SSH8f0WSQAI/AAAAAAAAA90/aGPLCL00aZY/S220/sicretz+allouin+075.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30559094.post-8447249364869383853</id><published>2007-02-04T01:12:00.000+01:00</published><updated>2007-02-04T01:54:50.193+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center; font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;a href="http://www.undo.net/cgi-bin/gates/gates.pl?id=1140789599"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 102, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;GATES&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 102, 0);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;networking city&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="font-family: trebuchet ms;" class="titolo"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;I Progetti.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;font-size:130%;" &gt;&lt;a href="http://www.undo.net/cgi-bin/gates/gates.pl?action=viewartisti&amp;id=1140789599&amp;amp;idartista=1142001108" class="arancio"&gt;Workshop di Gülsün Karamustafa&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;In Turchia, tra il 1975 e il 1980, si è verificato un flusso migratorio che ha portato una quantità immensa di persone dalle campagne alle grandi città. Istanbul, che fino ad allora aveva un milione e mezzo di abitanti, si popolò rapidamente fino a raggiungere i 15 milioni. Come in qualsiasi altro luogo del mondo in cui si è avuto un fenomeno del genere più o meno nello stesso periodo, gli atteggiamenti dei nuovi arrivati erano simili tra loro e piuttosto interessanti perché, all'inizio, tutti si sono costruiti una propria ''baracca'' e con metodi molto rapidi, nello spazio di una sola notte, con qualsiasi materiale, trovato ovunque, e immediatamente vi si sono installati con tutta la famiglia. Pur essendo spesso disturbati dalla polizia, era difficile per il governo centrale e per gli enti locali mandarli via. Alla fine i loro atti venivano sempre legalizzati. Oggi, dopo 30 anni, quelle case-baracca si sono completamente integrate nella città e, naturalmente, il loro aspetto è cambiato molto col tempo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;font-size:130%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.undo.net/cgi-bin/gates/gates.pl?action=viewartisti&amp;id=1140789599&amp;amp;idartista=1142001930" class="arancio"&gt;Workshop di  Gea Casolaro&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;...un uso tradizionale della fotografia, che tende alla rappresentazione di un modo conformista - perché conforme a un modello preconfezionato - di vedere: una casa è un edificio, una bottiglia è un contenitore. Personalmente non è quello che mi interessa, mi interessa di più che l'immagine di un edificio o di un contenitore schiuda, a chi guarda, tutti i possibili modi di vedere una casa o una bottiglia, fino ad arrivare al concetto stesso di abitare o di bere. Oppure di interno ed esterno, per passare magari alla sensazione di sete o al problema dell'alcolismo e della solitudine e via così all'infinito. Mi attrae, della fotografia, che possa arrivare ad esprimere varie visioni del mondo e che un suo particolare utilizzo dimostri che non esiste un modo univoco di guardare e quindi di vivere la medesima realtà, ma tanti modi differenti, quante sono le personalità che tale realtà abitano. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-family: trebuchet ms;" href="http://www.undo.net/cgi-bin/gates/gates.pl?action=viewartisti&amp;id=1140789599&amp;amp;idartista=1142001985" class="arancio"&gt;Workshop di Zineb Sedira&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right; font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; Quando vivi all'estero e non hai possibilità di visitare un luogo, la tua conoscenza si basa soltanto sulle informazioni dei &lt;i&gt;media&lt;/i&gt; e sul &lt;i&gt;ritratto&lt;/i&gt; che offre la pubblicità. Naturalmente, essendo io un'artista, conoscevo un po' di storia dell'arte fiorentina. Così, fin dall'inizio, è stato difficile per me inquadrarla come una città qualunque con anonimi abitanti, una città che per molti è semplicemente una &lt;i&gt;casa&lt;/i&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-family: trebuchet ms;" href="http://www.undo.net/cgi-bin/gates/gates.pl?action=viewartisti&amp;id=1140789599&amp;amp;idartista=1142001670" class="arancio"&gt;Workshop di Dragana Parlac&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Giovanna Fezzi, lavorando sul cucito e usando la stoffa nera di pizzo con inserimenti di trina (lutto e sensualità), ha visualizzato scene di assenza ed evocazione di presenze in luoghi praticabili solo dalla memoria. L'intervento di Manuela Mancioppi consisteva nella presenza di tubi di cartone che i visitatori potevano prendere e osservare, attraverso varie immagini di buchi di serrature, le immagini di ombelichi di varie persone.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a style="font-family: trebuchet ms;" href="http://www.undo.net/cgi-bin/gates/gates.pl?action=viewartisti&amp;id=1140789599&amp;amp;idartista=1142002085" class="arancio"&gt;Workshop di Katarzyna Kozira&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Era un atto collettivo di scoperta del luogo ed allo stesso tempo di interrogazione su come affrontare tali luoghi, come rapportarsi con essi. Stefania Filizola , che solitamente realizza &lt;i&gt;performance&lt;/i&gt; o interventi nel reale, ha presentato una lunga e interminabile corsa di se stessa di bianco vestita che attraversa o penetra vari luoghi come un campo di girasoli, ecc.: il &lt;i&gt;loop&lt;/i&gt; ci presenta tale azione come se fosse un unico grande respiro ciclico che torna sempre su se stesso. Gaia Bartolini ha lavorato sul silenzio e sull'attesa. Tra la telecamera e gli elementi del luogo come una casa abbandonata, un parcheggio di notte, ecc. si frapponeva l'artista stessa di spalle, in totale stasi. La sua durata e la sua resistenza di sguardo sulle cose non diminuiva di grado ma erano i luoghi stessi, le cose a mutare. Andras Calamandrei, che solitamente usa il mezzo fotografico, in questo caso sentiva la necessità di occupare e dormire nel luogo stesso del &lt;i&gt;workshop&lt;/i&gt; come per sottolineare che quello era il suo spazio in quei giorni. Tale necessità poi si è risolta nell'immagine di case di vari soggetti proiettati su un televisore al di là di una parete ottenuta con mobili di tutti i partecipanti. Daniele Bacci, che solitamete realizza quadri e &lt;i&gt;performance&lt;/i&gt; in questo caso che ha messo a confronto un disegno di Niemeyer della città utopica di Brasilia con il video di una sua ricognizione in auto del paese di Monsummano sottolineando il tempo in presa diretta ed il caso dell'azione attraverso il suono della autoradio, gli &lt;i&gt;stop&lt;/i&gt;, i passanti, ecc.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30559094-8447249364869383853?l=urbanare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://urbanare.blogspot.com/feeds/8447249364869383853/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30559094&amp;postID=8447249364869383853' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30559094/posts/default/8447249364869383853'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30559094/posts/default/8447249364869383853'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://urbanare.blogspot.com/2007/02/gates-networking-city.html' title=''/><author><name>LoiZ</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_ITJw99qks0w/SSH8f0WSQAI/AAAAAAAAA90/aGPLCL00aZY/S220/sicretz+allouin+075.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30559094.post-5625009726633132873</id><published>2006-12-28T21:10:00.000+01:00</published><updated>2006-12-28T22:58:20.440+01:00</updated><title type='text'>REAL ESTATE</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;b&gt;Economia Immobiliare&lt;/b&gt; - &lt;b&gt;Real Estate Economy&lt;/b&gt; (dal termine anglosassone derivante da real = "bene" ed estate = "immobile"). Si usa per definire nella sua accezione più estesa &lt;i&gt;il settore economico-immobiliare&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nel settore si evidenziano principalmente quattro categorie di figure professionali:&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;ul&gt;&lt;li&gt;1) Professionisti Tecnici (&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ingegnere" title="Ingegnere"&gt;ingegneri&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Architetto" title="Architetto"&gt;architetti&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Geometra" title="Geometra"&gt;geometri&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Perito" title="Perito"&gt;periti&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Agente_immobiliare" title="Agente immobiliare"&gt;agenti immobiliari&lt;/a&gt;);&lt;/li&gt;&lt;li&gt;2) Professionisti Economici (esperti commerciali, fiscali, amministrativi, finanziari);&lt;/li&gt;&lt;li&gt;3) Operatori senza specifica abilitazione (e/o formazione).&lt;/li&gt;&lt;li&gt;4) Imprese di gestione, valorizzazione, sviluppo, promozione, servizi, investimento immobiliare.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt;Negli ultimi 10 anni, il settore immobiliare italiano ha subito una notevole trasformazione con provvedimenti legislativi che hanno favorito il processo di finanziarizzazione immobiliare, attraverso la nascita del &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Project_financing" title="Project financing"&gt;project financing&lt;/a&gt;, dei fondi immobiliari e delle operazioni di cartolarizzazione. L'importanza che sta assumendo la gestione del settore immobiliare ha determinato per gli operaratori del settore la necessità di mettere in campo capacità imprenditoriali e gestionali sempre più avanzate con la coseguente necessità che il mercato richiede figure professionali e strumenti di analisi più sofisticati.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L'offerta formativa del settore si presenta in &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Italia" title="Italia"&gt;Italia&lt;/a&gt; ancora in via di sviluppo con alcune iniziative delle facoltà di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Architettura" title="Architettura"&gt;Architettura&lt;/a&gt; con corsi di Estimo, di Valutazione economica dei progetti e di Economia Urbana o Rurale, e iniziative promosse da facoltà di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Economia" title="Economia"&gt;Economia&lt;/a&gt; come il corso di “Analisi Finanziaria delle Operazioni Immobiliari” presso l'&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Universit%C3%A0_Bocconi" title="Università Bocconi"&gt;Università Bocconi&lt;/a&gt; , il corso di laurea in “Diritto ed Economia dell'Intermediazione e dell'Amministrazione Iimmobiliare” presso l'Università degli Studi di Bari e il corso di laurea in scienze giuridiche curriculum in “Diritto immobiliare” organizzato dall' &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Universit%C3%A0_Cattolica_del_Sacro_Cuore" title="Università Cattolica del Sacro Cuore"&gt;Università Cattolica&lt;/a&gt; di Piacenza con la collaborazione di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Confedilizia&amp;action=edit" class="new" title="Confedilizia"&gt;Confedilizia&lt;/a&gt;. Sul fronte post-universitario, &lt;a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=SDA_Bocconi&amp;amp;action=edit" class="new" title="SDA Bocconi"&gt;SDA Bocconi&lt;/a&gt; con il corso di Real Estate Finance. Da ricordare anche il COREP del Politecnico di Torino e il Dipartimento BEST del &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Politecnico" title="Politecnico"&gt;Politecnico&lt;/a&gt; di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Milano" title="Milano"&gt;Milano&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Con la nascita delle Agenzie del Demanio e del Territorio anche la pubblica amministrazione sta iniziando con forza ad avere un ruolo importante nel settore immobiliare e l'Agenzia del Demanio in particolare con il suo portale sul real estate www.demaniore.com si candida a diventare a breve un autorevole punto di riferimento per l'immobiliare italiano.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;h1 style="color: rgb(204, 51, 204);" class="firstHeading"&gt;Project financing&lt;/h1&gt;       &lt;h3 id="siteSub"&gt;Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.&lt;/h3&gt;              &lt;div id="jump-to-nav"&gt;Vai a: &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Project_financing#column-one"&gt;Navigazione&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Project_financing#searchInput"&gt;cerca&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;   &lt;!-- start content --&gt;    &lt;p&gt;La &lt;b&gt;finanza di progetto&lt;/b&gt; (o &lt;i&gt;project financing&lt;/i&gt; in &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_inglese" title="Lingua inglese"&gt;inglese&lt;/a&gt;) è una operazione di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Finanziamento&amp;action=edit" class="new" title="Finanziamento"&gt;finanziamento&lt;/a&gt; di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Opera_pubblica&amp;amp;action=edit" class="new" title="Opera pubblica"&gt;opere di pubblica utilità&lt;/a&gt;, di ispirazione anglosassone (ma diffuso in molti Paesi &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Europa" title="Europa"&gt;europei&lt;/a&gt;), con la quale uno o più soggetti (i promotori) propongono ad una &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pubblica_amministrazione" title="Pubblica amministrazione"&gt;Pubblica amministrazione&lt;/a&gt; di finanziare, eseguire e gestire un'opera pubblica, il cui progetto è stato già approvato, in cambio degli &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Utile" title="Utile"&gt;utili&lt;/a&gt; che deriveranno dai flussi di cassa &lt;i&gt;(cash flow)&lt;/i&gt; generati per l'appunto da una efficiente gestione.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il coinvolgimento dei soggetti privati non solo nella realizzazione e gestione, ma principalmente nel totale &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Accollo" title="Accollo"&gt;accollo&lt;/a&gt; dei costi di opere pubbliche in vista di guadagni futuri è la caratteristica principale di tale operazione economica. Già nel secolo scorso, fra il 1840 ed il 1860, gran parte della rete ferroviaria europea fu realizzata con tecniche di finanziamento simili al &lt;i&gt;project financing&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La filosofia del &lt;i&gt;Project Financing&lt;/i&gt; è quella di coinvolgere il privato in un progetto, di spingerlo a trovare il modo di far fruttare per se e per la comunità un terreno o un bene che altrimenti resterebbero inutilizzati per carenza di fondi pubblici.&lt;/p&gt;    &lt;div id="toctitle"&gt; &lt;h2&gt;Indice&lt;/h2&gt;  &lt;span class="toctoggle"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li class="toclevel-1"&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Project_financing#Fonti_normative"&gt;&lt;span class="tocnumber"&gt;1&lt;/span&gt; &lt;span class="toctext"&gt;Fonti normative&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="toclevel-1"&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Project_financing#La_procedura_di_project_financing"&gt;&lt;span class="tocnumber"&gt;2&lt;/span&gt; &lt;span class="toctext"&gt;La procedura di project financing&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; &lt;ul&gt;&lt;li class="toclevel-2"&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Project_financing#Fase_preliminare"&gt;&lt;span class="tocnumber"&gt;2.1&lt;/span&gt; &lt;span class="toctext"&gt;Fase preliminare&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="toclevel-2"&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Project_financing#Fase_di_gara"&gt;&lt;span class="tocnumber"&gt;2.2&lt;/span&gt; &lt;span class="toctext"&gt;Fase di gara&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="toclevel-2"&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Project_financing#Fase_di_costruzione_e_gestione"&gt;&lt;span class="tocnumber"&gt;2.3&lt;/span&gt; &lt;span class="toctext"&gt;Fase di costruzione e gestione&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;/li&gt;&lt;li class="toclevel-1"&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Project_financing#La_propriet.C3.A0_dell.27opera_pubblica"&gt;&lt;span class="tocnumber"&gt;3&lt;/span&gt; &lt;span class="toctext"&gt;La proprietà dell'opera pubblica&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="toclevel-1"&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Project_financing#Collegamenti_esterni"&gt;&lt;span class="tocnumber"&gt;4&lt;/span&gt; &lt;span class="toctext"&gt;Collegamenti esterni&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30559094-5625009726633132873?l=urbanare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://urbanare.blogspot.com/feeds/5625009726633132873/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30559094&amp;postID=5625009726633132873' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30559094/posts/default/5625009726633132873'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30559094/posts/default/5625009726633132873'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://urbanare.blogspot.com/2006/12/real-estate.html' title='REAL ESTATE'/><author><name>LoiZ</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_ITJw99qks0w/SSH8f0WSQAI/AAAAAAAAA90/aGPLCL00aZY/S220/sicretz+allouin+075.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30559094.post-7530339173898673120</id><published>2006-12-22T09:44:00.000+01:00</published><updated>2006-12-22T09:48:12.794+01:00</updated><title type='text'>noinos.it</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.noinos.it/chisiamo.htm"&gt;Antropologia aPPlicata&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="502"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="contenuti" width="502"&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.noinos.it/img/azioni/citta.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;                       &lt;/tr&gt;                               &lt;tr&gt;                         &lt;td height="15" width="502"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;                       &lt;/tr&gt;                               &lt;tr&gt;                         &lt;td class="contenuti" width="502"&gt;&lt;p&gt;“I problemi della vita quotidiana nelle aree urbane, e la peculiarità delle relazioni sociali al loro interno, hanno fatto sì che la città si sia costituita come unità analizzabile in termini di modelli che permettono di collegare livelli diversi del sociale.(…).&lt;br /&gt;All’antropologo urbano non interessa tanto l’urbanesimo in quanto tale con i suoi connotati più propriamente demografici; la sua indagine, piuttosto, mette a fuoco quell’arcipelago di microcaratteri che animano il variegato “teatro” urbano. Facendo propri gli strumenti dell’analisi antropologica, (…) ci parla (…) di vicinato, amicizia, rapporti professionali, piccola delinquenza e bande giovanili (…)” (liberamente citato dalla presentazione di un classico dell’antropologia urbana, Ulf Hannerz, &lt;em&gt;Esplorare la città.&lt;/em&gt;&lt;em&gt;Antropologia della vita urbana,&lt;/em&gt; il Mulino, Bologna 1992).&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.noinos.it/azioni_cat.asp?idcat=1"&gt;http://www.noinos.it/azioni_cat.asp?idcat=1&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30559094-7530339173898673120?l=urbanare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://urbanare.blogspot.com/feeds/7530339173898673120/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30559094&amp;postID=7530339173898673120' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30559094/posts/default/7530339173898673120'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30559094/posts/default/7530339173898673120'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://urbanare.blogspot.com/2006/12/noinosit.html' title='noinos.it'/><author><name>LoiZ</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_ITJw99qks0w/SSH8f0WSQAI/AAAAAAAAA90/aGPLCL00aZY/S220/sicretz+allouin+075.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30559094.post-116179801753790254</id><published>2006-10-25T19:36:00.000+02:00</published><updated>2006-10-25T21:09:01.306+02:00</updated><title type='text'>la scoperta della flanerie !!!</title><content type='html'>&lt;div style="font-weight: bold;" class="titoloFoglia"&gt;Perdersi nella citta': camminare per camminare     &lt;img style="width: 296px; height: 41px;" src="http://www.rai.it/Contents/societa/1200/piedi.jpg" align="left" height="41" width="341" /&gt;                                       &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;   &lt;p align="left"&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana,Geneva,Arial,Sans-serif;font-size:85%;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                 &lt;img style="width: 328px; height: 41px;" src="http://www.rai.it/Contents/societa/1200/piedi2.jpg" align="middle" height="41" width="399" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana,Geneva,Arial,Sans-serif;font-size:85%;"  &gt;Le metropoli moderne sono delle reti dove perdersi non solo è facile, ma anche affascinante. Dimentichi per un attimo del nostro percorso pedonale quotidiano, immaginiamo una giornata in cui, invece di proseguire verso l'abituale luogo di lavoro, scendiamo ad una fermata a caso, e iniziamo a vagabondare per la città. Iniziamo a perderci. Camminare non per arrivare a destinazione, ma per il gusto di farlo, per il gusto di scoprire angoli mai visti.&lt;br /&gt;La letteratura, di questi "vagabondi urbani", ne ha fatto una figura tipica: il &lt;em&gt;flaneur.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Il &lt;em&gt;flaneur&lt;/em&gt; compare per la prima volta a metà del secolo XIX a Parigi. E' il passante, una sorta di incrocio tra il &lt;em&gt;bohème&lt;/em&gt; e il vagabondo, che cammina senza meta per le strade della città, fermandosi ogni tanto a guardare. Nel suo ruolo di osservatore il &lt;em&gt;flaneur&lt;/em&gt; stabilisce una relazione particolare con la città, abitandola come se fosse la propria casa. Il suo percorso non coincide con il resto della moltitudine; quello che per il passante è un cammino predeterminato - il percorso del mercato, direbbe Walter Benjamin - per lui è un labirinto che cambia forma ad ogni passo: si lascia guidare dal colore di una facciata, l'inquietante uniformità di alcune finestre, lo sguardo di una mulatta. Baudelaire vede nel &lt;em&gt;flaneur&lt;/em&gt; l'archetipo dell'artista moderno (che doveva avere "&lt;em&gt;qualcosa del flaneur, qualcosa del dandy e qualcosa del bambino&lt;/em&gt;"), l'unico capace di rappresentare la liquidità della vita moderna.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;img style="width: 132px; height: 91px;" src="http://www.rai.it/Contents/societa/1200/flaneur2.jpg" align="left" height="91" width="195" /&gt; &lt;span style="font-family:Verdana,Geneva,Arial,Sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Nel novecento l'arte del passeggio praticata dal &lt;em&gt;flaneur è&lt;/em&gt; sostituita dalla pratica surrealista della &lt;em&gt;deambulazione&lt;/em&gt;, che consisteva nel passare da un contesto urbano all'altro, vagando per la città in cerca di associazioni mentali stimolate dal montaggio psichico dei frammenti urbani assaggiati. Al Surrealismo fa eco negli anni '50 il Situazionismo, che con Guy Debord riprende la pratica del vagabondaggio urbano chiamandolo &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;deriva psicogeografica. &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana,Geneva,Arial,Sans-serif;font-size:85%;"  &gt;La Psicogeografia è un gioco e allo stesso tempo un metodo efficace per determinare le forme più adatte di decostruzione di una particolare zona metropolitana. &lt;img style="width: 116px; height: 89px;" src="http://www.rai.it/Contents/societa/1200/flaneur3.jpg" align="right" height="89" width="195" /&gt;Così la definisce Debord: "&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana,Geneva,Arial,Sans-serif;font-size:85%;"  &gt;&lt;em&gt;Per fare una deriva, andate in giro a piedi senza meta od orario. Scegliete man mano il percorso non in base a ciò che SAPETE, ma in base a ciò che VEDETE intorno. Dovete essere STRANIATI e guardare ogni cosa come se fosse la prima volta. Un modo per agevolarlo è camminare con passo cadenzato e sguardo leggermente inclinato verso l'alto, in modo da portare al centro del campo visivo l'ARCHITETTURA e lasciare il piano stradale al margine inferiore della vista. Dovete percepire lo spazio come un insieme unitario e lasciarvi attrarre dai particolari.&lt;/em&gt;" Se vogliamo continuare a giocare, a rintracciare le varie reincarnazioni moderne del mito del &lt;em&gt;flaneur &lt;/em&gt;nella nostra societa', possiamo chiudere il cerchio con i&lt;em&gt; writer&lt;/em&gt; metropolitani, quei fantasmi che attraversano di notte le nostre metropoli lasciando una traccia grafica del proprio passaggio, e a volte anche sottili messaggi. Il senso ultimo di tutte queste forme di &lt;em&gt;nomadismo urbano &lt;/em&gt;in fondo è quello di attribuire a luoghi asettici della metropoli altri significati, cercare di collegare gli spazi della geografia urbana a qualche significato che non sia soltanto funzionale, ma anche sociale.&lt;br /&gt;&lt;img style="width: 103px; height: 85px;" src="http://www.rai.it/Contents/societa/1200/flaneur4.jpg" align="left" height="110" width="195" /&gt; E' quello che fa anche l'Associazione nazionale dei pedoni, che ogni anno indice una Giornata nazionale del pedone, per riappropriarsi dei luoghi pubblici (questo è anche il motto di un'associazione inglese, &lt;em&gt;Reclaim the Street&lt;/em&gt;) e stabilire con essi un rapporto di socialità.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La metropoli perde così il suo carattere statico: diviene un fluido reticolo di traiettorie che legano tra loro non solo i luoghi, ma anche i significati privati, sentimentali, culturali, di cui questi luoghi sono investiti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; fonte &lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.rai.it/RAInet/societa/Rpub/raiRSoPubArticolo2/0,7752,id_obj=11035%5Esezione=homepage%5Esubsezione=,00.html"&gt;Cittadini- rai.it&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30559094-116179801753790254?l=urbanare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://urbanare.blogspot.com/feeds/116179801753790254/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30559094&amp;postID=116179801753790254' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30559094/posts/default/116179801753790254'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30559094/posts/default/116179801753790254'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://urbanare.blogspot.com/2006/10/la-scoperta-della-flanerie.html' title='la scoperta della flanerie !!!'/><author><name>LoiZ</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_ITJw99qks0w/SSH8f0WSQAI/AAAAAAAAA90/aGPLCL00aZY/S220/sicretz+allouin+075.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30559094.post-116111212105198577</id><published>2006-10-17T20:58:00.000+02:00</published><updated>2006-10-17T21:08:41.553+02:00</updated><title type='text'>Associaçao Brasileira de Antropologia</title><content type='html'>&lt;p class="clear-left"&gt;    &lt;strong&gt;A política das ruas&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="clear-left"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;   &lt;a href="javascript:ensaio('003_003.jpg','270','230');" class="mini"&gt;&lt;img src="http://www.abant.org.br/imagens/fotoetnografia/003_003.jpg" alt="Manifestantes estendem faixa" /&gt;&lt;/a&gt;         &lt;a href="javascript:ensaio('003_001.jpg','270','230');" class="mini"&gt;&lt;img src="http://www.abant.org.br/imagens/fotoetnografia/003_001.jpg" alt="Piqueteros descansam na Praça de Maio" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="javascript:ensaio('003_002.jpg','270','230');" class="mini"&gt;&lt;img src="http://www.abant.org.br/imagens/fotoetnografia/003_002.jpg" alt="Ex-combatentes da Malvinas protestam na Casa Rosada" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="javascript:ensaio('003_004.jpg','270','230');" class="mini"&gt;&lt;img src="http://www.abant.org.br/imagens/fotoetnografia/003_004.jpg" alt="Multidão observa confronto entre policiais e piqueteros" /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;a href="javascript:ensaio('003_005.jpg','270','230');" class="mini"&gt;&lt;img src="http://www.abant.org.br/imagens/fotoetnografia/003_005.jpg" alt="Multidão observa confronto entre policiais e piqueteros" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="javascript:ensaio('003_007.jpg','206','260');" class="mini"&gt;&lt;img src="http://www.abant.org.br/imagens/fotoetnografia/003_007.jpg" alt="Ex-combatente da Guerra das Malvinas" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="javascript:ensaio('003_006.jpg','270','230');" class="mini"&gt;&lt;img src="http://www.abant.org.br/imagens/fotoetnografia/003_006.jpg" alt="Multidão observa confronto entre policiais e piqueteros" /&gt;&lt;/a&gt;  &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Arqueologia urbana&lt;/strong&gt;&lt;p class="clear-left"&gt;&lt;a href="javascript:ensaio('003_009.jpg','270',230');" class="mini"&gt;&lt;img src="http://www.abant.org.br/imagens/fotoetnografia/003_009.jpg" alt="Arqueologia da memória recente" /&gt;&lt;/a&gt;     &lt;a href="javascript:ensaio('003_008.jpg','270','230');" class="mini"&gt;&lt;img src="http://www.abant.org.br/imagens/fotoetnografia/003_008.jpg" alt="Arqueologia da memória recente" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="javascript:ensaio('003_010.jpg','206','260');" class="mini"&gt;&lt;img src="http://www.abant.org.br/imagens/fotoetnografia/003_010.jpg" alt="Arqueologia da memória recente" /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.abant.org.br/biblioteca/fotoetnografia/fotoetnografia_003.shtml"&gt;http://www.abant.org.br/biblioteca/fotoetnografia/fotoetnografia_003.shtml &lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30559094-116111212105198577?l=urbanare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://urbanare.blogspot.com/feeds/116111212105198577/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30559094&amp;postID=116111212105198577' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30559094/posts/default/116111212105198577'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30559094/posts/default/116111212105198577'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://urbanare.blogspot.com/2006/10/associaao-brasileira-de-antropologia.html' title='Associaçao Brasileira de Antropologia'/><author><name>LoiZ</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_ITJw99qks0w/SSH8f0WSQAI/AAAAAAAAA90/aGPLCL00aZY/S220/sicretz+allouin+075.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30559094.post-116064390534916111</id><published>2006-10-12T11:00:00.000+02:00</published><updated>2006-10-28T02:17:33.500+02:00</updated><title type='text'>colette petonnet</title><content type='html'>PAROLES OFFERTES A COLETTE PETONNET&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://halshs.archives-ouvertes.fr/halshs-00004529"&gt;Sommaire&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Avant-propos. Paroles de fête sur le papier&lt;br /&gt;Eliane Daphy..................................................................................2&lt;br /&gt;Science et amitié, paramètres inséparables&lt;br /&gt;Jacques Gutwirth...........................................................................3&lt;br /&gt;Le jataka du destructeur de jardin&lt;br /&gt;Catherine Choron-Baix.................................................................7&lt;br /&gt;Solennités et insolences&lt;br /&gt;Anne Raulin..................................................................................11&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 51, 153);"&gt; « Nous sommes tous dans le brouillard » &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Jacques Katuszewski...................................................................17&lt;br /&gt;L’aventure américaine&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 153);"&gt; Patrick Williams&lt;/span&gt;............................................................................21&lt;br /&gt;Les exigences de l’amitié et de la rigueur scientifique&lt;br /&gt;Daniel Terrolle..............................................................................29&lt;br /&gt;Un oiseau blanc pour Colette&lt;br /&gt;Eliane Daphy................................................................................33&lt;br /&gt;Hommage à un guide&lt;br /&gt;Jeanne Brody................................................................................37&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 153); font-weight: bold;"&gt; Bibliographie de Colette Pétonnet&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;établie et présentée par Eliane Daphy ...................................39&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;table style="width: 620px; height: 18px;" border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td nowrap="nowrap" width="20"&gt;&lt;span class="labo_id"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt; &lt;td style="text-align: center; color: rgb(255, 102, 0); font-weight: bold;" class="meta_labo"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;a style="font-family: verdana;" class="meta_labo" href="http://halshs.ccsd.cnrs.fr/index.php?action_todo=search&amp;submit=1&amp;amp;s_type=advanced&amp;p_0=contained&amp;amp;amp;amp;amp;f_0=LAB&amp;l_0=and&amp;amp;p_1=contained&amp;f_1=LAB&amp;amp;f_2=NMAUTHOR&amp;halsid=c4e517cd9d3a0560a9df672f131a03b4&amp;amp;amp;v_0=LAU&amp;amp;v_1=Laboratoire+d%27anthropologie+urbaine"&gt;LAU - Laboratoire d'anthropologie urbaine&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;archivio di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span class="top_titre"&gt; &lt;b&gt;Sciences de l'Homme et de la Société&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://halshs.ccsd.cnrs.fr/docs/00/09/81/37/PDF/V3_Daphy_al_1996_HommagePetonnet.pdf"&gt; &lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30559094-116064390534916111?l=urbanare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://urbanare.blogspot.com/feeds/116064390534916111/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30559094&amp;postID=116064390534916111' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30559094/posts/default/116064390534916111'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30559094/posts/default/116064390534916111'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://urbanare.blogspot.com/2006/10/colette-petonnet.html' title='colette petonnet'/><author><name>LoiZ</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_ITJw99qks0w/SSH8f0WSQAI/AAAAAAAAA90/aGPLCL00aZY/S220/sicretz+allouin+075.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30559094.post-115997415060703464</id><published>2006-10-04T17:00:00.000+02:00</published><updated>2006-10-04T17:02:30.623+02:00</updated><title type='text'>aMAZE - MAST</title><content type='html'>&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="400"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td width="35"&gt;&lt;img src="http://www.amaze.it/img/quadratoverdepiccolo30X30.gif" align="absmiddle" height="30" width="30" /&gt;&lt;/td&gt;           &lt;td&gt;&lt;img src="http://www.amaze.it/img/mastimg/logoinvertitogrigiotrasparente.gif" align="absmiddle" height="16" width="72" /&gt;&lt;span class="titolo3VERDE"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ebb300;"&gt;&lt;br /&gt;            &lt;img src="http://www.amaze.it/img/spacer.gif" height="1" width="2" /&gt;&lt;img src="http://www.amaze.it/img/scrittaMASTnera_verde.gif" height="11" width="245" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;         &lt;/tr&gt;       &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;            &lt;p class="normal2"&gt;&lt;img src="http://www.amaze.it/img/goingimg/locations/foto/05PIC.jpg" align="left" height="80" width="81" /&gt;MAST          è un laboratorio che indaga il territorio e la società in          tutti i suoi nodi sensibili, che affronta dal punto di vista della pratica          dell’arte i grandi temi della realtà in mutamento. &lt;/p&gt;       &lt;p class="normal2"&gt;&lt;img src="http://www.amaze.it/img/etuimg/ritratti01_80X80.jpg" align="right" height="80" width="80" /&gt;          MAST si costituisce come nuovo museo senza pareti e senza fissa dimora,          intento a disegnare un’antropologia del quotidiano. Non uno spazio          delimitato, raccoglitore di opere, ma in grado di trasformare il territorio          stesso in un laboratorio permanente che pertanto diverrà il suo          spazio d’azione.&lt;/p&gt;       &lt;p class="normal2"&gt;&lt;img src="http://www.amaze.it/img/goingimg/locations/foto/RaimondChaves_Colectivo1PIC.jpeg" align="left" height="80" width="80" /&gt;          La città e la sua gente saranno indagate attraverso pratiche aperte,          pluralità eterogenee di punti d’osservazione, con un’attenzione          alla mobilità della vita collettiva e alle pieghe del vissuto urbano,          al fine di comprenderne i nuovi assetti, riconferendo valori e aprendo          nuovi spazi di discussione.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.amaze.it"&gt;www.amaze.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30559094-115997415060703464?l=urbanare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://urbanare.blogspot.com/feeds/115997415060703464/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30559094&amp;postID=115997415060703464' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30559094/posts/default/115997415060703464'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30559094/posts/default/115997415060703464'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://urbanare.blogspot.com/2006/10/amaze-mast.html' title='aMAZE - MAST'/><author><name>LoiZ</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_ITJw99qks0w/SSH8f0WSQAI/AAAAAAAAA90/aGPLCL00aZY/S220/sicretz+allouin+075.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30559094.post-115871268556663989</id><published>2006-09-20T02:30:00.000+02:00</published><updated>2006-09-20T02:38:05.626+02:00</updated><title type='text'>la cecla</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.libreriauniversitaria.it/data/images/BIT/099/8885060994g.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://www.libreriauniversitaria.it/data/images/BIT/099/8885060994g.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.libreriauniversitaria.it/data/images/BIT/099/8885060994g.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://www.libreriauniversitaria.it/data/images/BIT/099/8885060994g.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30559094-115871268556663989?l=urbanare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://urbanare.blogspot.com/feeds/115871268556663989/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30559094&amp;postID=115871268556663989' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30559094/posts/default/115871268556663989'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30559094/posts/default/115871268556663989'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://urbanare.blogspot.com/2006/09/la-cecla.html' title='la cecla'/><author><name>LoiZ</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_ITJw99qks0w/SSH8f0WSQAI/AAAAAAAAA90/aGPLCL00aZY/S220/sicretz+allouin+075.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30559094.post-115857930753910939</id><published>2006-09-18T13:30:00.000+02:00</published><updated>2006-09-18T13:35:07.546+02:00</updated><title type='text'>atlante mediterraneo</title><content type='html'>&lt;div id="unique-entry-id-272" class="blog-entry"&gt; &lt;div style="color: rgb(51, 0, 51); font-weight: bold;" class="blog-entry-title"&gt;Going Public 06 - Atlante Mediterraneo&lt;/div&gt; &lt;div class="blog-entry-date"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: justify;" class="blog-entry-body"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Giunto alla sua quinta edizione, il progetto Going Public è un “work in progress”, che si sviluppa tramite una rete di ricerca collettiva, con collegamenti sia a livello locale che internazionale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em style="color: rgb(51, 0, 153);"&gt;Atlante Mediterraneo. Temi e ricerca.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 153);"&gt; Istanbul, Beirut, Nicosia, Tel Aviv, Alexandria, Barcellona&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 153);"&gt; Nelle 6 città individuate come “casi studio” per il progetto Going Public’06. Atlante Mediterraneo artisti, studenti, ricercatori, geografi e sociologi attivano le proprie ricerche sulle tematiche in oggetto: flussi di persone, di economie, di culture. L'identità del Mediterraneo, la sua molteplicità, la sua importanza, il suo investimento. Rapporti fra territori, rive, città, abitanti, senza soluzione di continuità. Tragitto verticale e orizzontale, fra il Mediterraneo e l'Europa, l'Oriente e l'Occidente. Da Istambul a Barcellona, passando attraverso città quali Beirut, Nicosia, Tel Aviv, Alessandria. Un moto circolare di andata e ritorno, di arrivi, contatti, migrazioni, contaminazioni, propagazioni infinite. Gli effetti della globalizzazione e un diverso scenario geopolitico inducono fenomeni di rapida trasformazione del senso dei luoghi e compromettono i delicati equilibri sociali e ambientali. L’abbandono delle tradizioni e la crescita di nuove megalopoli, i crescenti flussi migratori e i capisaldi turistici, le antiche rotte mercantili e le grandi infrastrutture, il ruolo ibrido e complesso delle città e dei grandi porti sul Mediterraneo, con i loro cicli produttivi e ludici, le componenti sociali ed etniche, le aperture e le connessioni al territorio circostante e il legame con la dimensione continentale. La nascita dello "Spazio Euromediterraneo", e l'attivazione del corridoio denominato “Corridoio Meridiano”, fungono da dispositivo territoriale per una politica globale che riguarda tutti i Paesi mediterranei, concepiti come un unico insieme politico/geografico. Si tratta quindi di azioni a favore dell'incontro tra le diverse culture e i diversi popoli, di modifiche geografiche nei nodi di scambio, di flusso, di mobilità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);"&gt; Il progetto Going Public’06. Atlante Mediterraneo sviluppa nel corso dell’autunno 2006 una serie di attività, appuntamenti di riflessione, ed “esposizioni come spedizioni” sia in Italia che all’estero, quali:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);"&gt; 4/10 Settembre 2006&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);"&gt; Alexandria, Egitto. Fisherman village camp. (workshop)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);"&gt; Partecipazione con Gudran Association for Art and Development, allo sviluppo di una zona rurale vicina ad Alessandria d'Egitto. I progetti artistici vengono utilizzati per incoraggiare la gente del posto a produrre opere di artigianato e a implementare il loro villaggio. Il progetto coi giovani volontari modenesi di Going Public prevede la costruzione di un’area verde, un giardino pubblico per tutti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);"&gt; 20/30 Settembre 2006&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);"&gt; Nicosia, Cipro. Transcrossing memories. (installazioni urbane)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);"&gt; Parallelamente ad eventi artistici internazionali, e attraverso una concreta azione sul territorio insieme alle comunità locali, si intende presentare l’intera attività di studio e di ricerca di Going Public. The Memory Box, “dispositivo mobile” fungerà da spazio pubblico itinerante, bilaterale, e aperto a tutti. Una sorta di biblioteca in cui verranno raccolti racconti della gente e realizzate presentazioni, progetti d’artista, letture, filmati, proiezioni video, dibattiti, performances, ect….&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);"&gt; 10/15 Ottobre 2006&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);"&gt; Tel Aviv, Israele. Floating Simmetry. (video installazioni)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);"&gt; Viene presentato il progetto Floating Simmetry, realizzato da Ofri Cnaani (Israele) e Jenny Vogel (Germania). Una video proiezione multipla, che documenta il viaggio compiuto dalle artiste, a coprire la distanza mare-terra che divide l’isola di Cipro dalla frontale città di Tel Aviv, in un percorso di simmetrie geopolitiche e umane nell’asse Nicosia-Gerusalemme.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 0);"&gt; 23/30 Ottobre 2006&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 0);"&gt; Formigine e Modena, Italia. GOING PUBLIC '06. Atlante mediterraneo. (workshop, meeting internazionale, installazioni urbane)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 0);"&gt; Per facilitare il reale scambio tra culture e tra i giovani, si propone un laboratorio con giovani artisti/studenti del territorio formiginese + giovani di cinque città studio (Istanbul, Beirut, Nicosia, Alexandria, Barcellona) che si affacciano sul Mediterraneo. I giovani saranno ospitati dalla provincia modenese di Formigine e il laboratorio sarà tenuto da un importante artista a livello internazionale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 0);"&gt; I risultati delle ricerche artistiche saranno esposti in sedi pubbliche e integreranno la pubblicazione/atlante/guida sul tema. Completa il programma un incontro/dibattitto con figure del mondo della cultura sull’argomento dell’anno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 0);"&gt; Progetti degli artisti: &lt;/span&gt;&lt;strong style="color: rgb(204, 102, 0);"&gt;Akram Zataari&lt;/strong&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 0);"&gt; (Libano), &lt;/span&gt;&lt;strong style="color: rgb(204, 102, 0);"&gt;Atlas Group&lt;/strong&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 0);"&gt; (Beirut/NYC), &lt;/span&gt;&lt;strong style="color: rgb(204, 102, 0);"&gt;Oda Projesi&lt;/strong&gt;&lt;strong style="color: rgb(204, 102, 0);"&gt;Achilles Kentonis&lt;/strong&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 0);"&gt; (Nicosia), &lt;/span&gt;&lt;strong style="color: rgb(204, 102, 0);"&gt;Sameh Elhalawany&lt;/strong&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 0);"&gt; (Alessandria d’Egitto).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 0);"&gt; Con contributi critici di: Tony Chakar (Libano), Vasif Kortun (Istanbul), Yannis Papadakis (Nicosia), Jorgos Tzirtzilakis (Grecia), Marti Peran (Barcellona) e altri.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 0);"&gt; Le installazioni urbane degli artisti saranno visibili nel centro storico di Formigine e nella Stazione Centrale di Modena dal 30 Ottobre al 3 Dicembre.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 0);"&gt; Opening sabato 29 Ottobre:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 0);"&gt; - ore 15, dibattito pubblico insieme agli artisti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 0);"&gt; - ore 17:30, opening con aperitivo, a seguire party con musica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(204, 102, 0);" target="_blank" href="http://www.amaze.it/" rel="external"&gt;aMAZElab&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 0);"&gt; Via Cola Montano 8 - 20159 Milano&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 0);"&gt; Tel-fax 02 6071623 - info@amaze.it&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30559094-115857930753910939?l=urbanare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://urbanare.blogspot.com/feeds/115857930753910939/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30559094&amp;postID=115857930753910939' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30559094/posts/default/115857930753910939'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30559094/posts/default/115857930753910939'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://urbanare.blogspot.com/2006/09/atlante-mediterraneo.html' title='atlante mediterraneo'/><author><name>LoiZ</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_ITJw99qks0w/SSH8f0WSQAI/AAAAAAAAA90/aGPLCL00aZY/S220/sicretz+allouin+075.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30559094.post-115857902634376564</id><published>2006-09-18T13:12:00.000+02:00</published><updated>2006-09-18T13:30:44.643+02:00</updated><title type='text'>porto BIENNALE VENEZIA</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;a href="www.citta-porto.tv"&gt;città-porto&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;a href="www.citta-porto.tv"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;.tv&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Citta'- Porto e' il programma di attivita' che da' il nome alla sezione speciale delle iniziative previste dalla 10. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia e dal progetto Sensi Contemporanei, per il Mezzogiorno d'Italia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;La creazione di una webTV che preceda e segua le manifestazioni e gli eventi di Palermo ha l'obiettivo di introdurre, proiettare l'interlocutore all'interno del mondo dei flussi e delle emozioni che le citta' portuali vecchie e nuove producono e suscitano. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.citta-porto.tv/"&gt;www.citta-porto.tv&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30559094-115857902634376564?l=urbanare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://urbanare.blogspot.com/feeds/115857902634376564/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30559094&amp;postID=115857902634376564' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30559094/posts/default/115857902634376564'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30559094/posts/default/115857902634376564'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://urbanare.blogspot.com/2006/09/porto-biennale-venezia.html' title='porto BIENNALE VENEZIA'/><author><name>LoiZ</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_ITJw99qks0w/SSH8f0WSQAI/AAAAAAAAA90/aGPLCL00aZY/S220/sicretz+allouin+075.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30559094.post-115771377551499392</id><published>2006-09-08T13:08:00.000+02:00</published><updated>2006-09-08T13:25:04.303+02:00</updated><title type='text'>city</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;da &lt;a style="font-weight: bold;" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Citt%C3%A0"&gt;Wikipedia- CITTA'&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li class="toclevel-1"&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Citt%C3%A0#Introduzione"&gt;&lt;span class="tocnumber"&gt;1&lt;/span&gt; &lt;span class="toctext"&gt;Introduzione&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="toclevel-1"&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Citt%C3%A0#Geografia"&gt;&lt;span class="tocnumber"&gt;2&lt;/span&gt; &lt;span class="toctext"&gt;Geografia&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="toclevel-1"&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Citt%C3%A0#Storia_delle_citt.C3.A0"&gt;&lt;span class="tocnumber"&gt;3&lt;/span&gt; &lt;span class="toctext"&gt;Storia delle città&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="toclevel-1"&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Citt%C3%A0#Concezioni_moderne"&gt;&lt;span class="tocnumber"&gt;4&lt;/span&gt; &lt;span class="toctext"&gt;Concezioni moderne&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; &lt;ul&gt;&lt;li class="toclevel-2"&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Citt%C3%A0#Approccio_tradizionale"&gt;&lt;span class="tocnumber"&gt;4.1&lt;/span&gt; &lt;span class="toctext"&gt;Approccio tradizionale&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="toclevel-2"&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Citt%C3%A0#Difetti_del_metodo"&gt;&lt;span class="tocnumber"&gt;4.2&lt;/span&gt; &lt;span class="toctext"&gt;Difetti del metodo&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="toclevel-2"&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Citt%C3%A0#Un_approccio_moderno"&gt;&lt;span class="tocnumber"&gt;4.3&lt;/span&gt; &lt;span class="toctext"&gt;Un approccio moderno&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;/li&gt;&lt;li class="toclevel-1"&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Citt%C3%A0#Le_citt.C3.A0_globali"&gt;&lt;span class="tocnumber"&gt;5&lt;/span&gt; &lt;span class="toctext"&gt;Le città globali&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="toclevel-1"&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Citt%C3%A0#Effetti_sull.27ambiente"&gt;&lt;span class="tocnumber"&gt;6&lt;/span&gt; &lt;span class="toctext"&gt;Effetti sull'ambiente&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="toclevel-1"&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Citt%C3%A0#La_.22citt.C3.A0_interna.22"&gt;&lt;span class="tocnumber"&gt;7&lt;/span&gt; &lt;span class="toctext"&gt;La "città interna"&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="toclevel-1"&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Citt%C3%A0#Voci_correlate"&gt;&lt;span class="tocnumber"&gt;8&lt;/span&gt; &lt;span class="toctext"&gt;Voci correlate&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; &lt;ul&gt;&lt;li class="toclevel-2"&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Citt%C3%A0#Saggi"&gt;&lt;span class="tocnumber"&gt;8.1&lt;/span&gt; &lt;span class="toctext"&gt;Saggi&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="toclevel-2"&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Citt%C3%A0#Narrativa_e_media"&gt;&lt;span class="tocnumber"&gt;8.2&lt;/span&gt; &lt;span class="toctext"&gt;Narrativa e media&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="toclevel-2"&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Citt%C3%A0#Liste"&gt;&lt;span class="tocnumber"&gt;8.3&lt;/span&gt; &lt;span class="toctext"&gt;Liste&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;/li&gt;&lt;li class="toclevel-1"&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Citt%C3%A0#Collegamenti_esterni"&gt;&lt;span class="tocnumber"&gt;9&lt;/span&gt; &lt;span class="toctext"&gt;Collegamenti esterni&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Articolo specifico in inglese: &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Inner_city" class="extiw" title="en:Inner_city"&gt;Inner city&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Negli &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/USA" title="USA"&gt;USA&lt;/a&gt; e in &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gran_Bretagna" title="Gran Bretagna"&gt;Gran Bretagna&lt;/a&gt; il termine "città interna" viene usato in alcuni contesti per definire un'area, quasi un &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ghetto" title="Ghetto"&gt;ghetto&lt;/a&gt;, in cui gli abitanti sono meno eruditi e benestanti e dove il tasso di criminalità è più elevato. Tali connotazioni sono meno comuni negli altri Paesi occidentali, dove aree depresse si riscontrano in parti diverse degli agglomerati urbani. E in effetti si può assistere al fenomeno inverso, con l'afflusso di popolazione alto-borghese in aree centrali della città, originariamente di basso livello (questo fenomeno in inglese viene definito &lt;i&gt;&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/gentrification" class="extiw" title="en:gentrification"&gt;gentrification&lt;/a&gt;&lt;/i&gt; - ad esempio in &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Australia" title="Australia"&gt;Australia&lt;/a&gt; la denominazione &lt;i&gt;suburbano esterno&lt;/i&gt; si riferisce a persona poco sofisticata nei modi e nel livello culturale. A &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Parigi" title="Parigi"&gt;Parigi&lt;/a&gt; il centro città è la parte più ricca dell'area metropolitana, dove le abitazioni sono più care e dove vive la popolazione a più elevato reddito.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;In particolar modo negli &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/USA" title="USA"&gt;USA&lt;/a&gt; è diffusa una cultura di anti-urbanizzazione, che alcuni fanno risalire a &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Thomas_Jefferson" title="Thomas Jefferson"&gt;Thomas Jefferson&lt;/a&gt;, che scrisse che "Le folle delle grandi città contribuiscono al supporto del puro governo come le piaghe aiutano la forza di un corpo umano". Parlando degli uomini d'affari che portavano le industrie manifatturiere nelle città, incrementando quindi la densità di popolazione necessaria per fornire forza lavoro, scrisse "i produttori delle grandi città ... hanno generato una tale depravazione nella morale, una tale dipendenza e corruzione che li rendono un'aggiunta indesiderabile ad un Paese la cui morale è solida". L'attitudine anti-urbana moderna si ritrova negli Stati Uniti sotto forma di una pianificazione che continua a impegnare aree suburbane a bassa densità di popolazione, nelle quali l'accesso alle attività per il tempo libero, al lavoro e agli acquisti viene fornito quasi esclusivamente attraverso l'uso dell'auto, e non a piedi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Esiste comunque un movimento crescente nel Nordamerica chiamato "Nuovo Urbanismo", che sostiene un ritorno ai metodi tradizionali di pianificazione urbana, nei quali una gestione a zone di tipo misto consenta agli abitanti di accedere camminando da un tipo di uso dello spazio ad un altro. L'idea di fondo è che gli spazi abitativi, dedicate agli acquisti, agli uffici e alle attività ricreative siano disponibili a breve distanza, riducendo la richiesta di strade carrozzabili e quindi aumentando l'efficienza e la funzionalità del trasporto pubblico.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: right;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30559094-115771377551499392?l=urbanare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://urbanare.blogspot.com/feeds/115771377551499392/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30559094&amp;postID=115771377551499392' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30559094/posts/default/115771377551499392'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30559094/posts/default/115771377551499392'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://urbanare.blogspot.com/2006/09/city.html' title='city'/><author><name>LoiZ</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_ITJw99qks0w/SSH8f0WSQAI/AAAAAAAAA90/aGPLCL00aZY/S220/sicretz+allouin+075.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30559094.post-115482154118019235</id><published>2006-08-06T01:39:00.000+02:00</published><updated>2006-10-05T14:40:49.593+02:00</updated><title type='text'>flash art</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-family: verdana;font-size:180%;" &gt;Centri e Periferie nell'arte&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);font-size:85%;" &gt;LE RAGIONI DI UNA BREVE INCHIESTA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold; font-family: trebuchet ms;" href="http://www.flashartonline.it/pg_centri_e_periferie.htm"&gt;http://www.flashartonline.it/pg_centri_e_periferie.htm &lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30559094-115482154118019235?l=urbanare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://urbanare.blogspot.com/feeds/115482154118019235/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30559094&amp;postID=115482154118019235' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30559094/posts/default/115482154118019235'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30559094/posts/default/115482154118019235'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://urbanare.blogspot.com/2006/08/flash-art.html' title='flash art'/><author><name>LoiZ</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_ITJw99qks0w/SSH8f0WSQAI/AAAAAAAAA90/aGPLCL00aZY/S220/sicretz+allouin+075.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30559094.post-115260801076053133</id><published>2006-07-11T10:41:00.000+02:00</published><updated>2006-07-11T10:55:43.063+02:00</updated><title type='text'>ETNOGRAFIA URBANA</title><content type='html'>&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.associazionesemiotica.it/ec/pdf/pozzato_demaria_15_03_06.pdf"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;MODI D'USO E PRATICHE DELLO SPAZIO&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Maria Pia Pozzato e Cristina Demaria (pubblicazione in rete 21 marzo 2006)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’atelier  “Etnografia  urbana:  modi  d’uso  e pratiche  dello spazio” ha accolto lavori e progetti tra loro in realtà molto differenti: da  una rilettura  semiotica  di  New Babylon, città immaginata  negli  anni  Sessanta  dagli  architetti  e dagli artisti del movimento  dell’Internazionale  Situazionista,  alle immagini  e ai  mosaici  delle  città  che  dominano  gli  schermi dell’installazione  Cosmopolis dell’algerino  Maurice  Benayoun, fino alle  città  da ri-immaginare  a partire  dalla  percezione delle loro zone di degrado. Ne è emerso un percorso composito che  ha collegato  esempi  di progettazione  artistica  e urbanistica  a osservazioni  ‘partecipanti’  sul  modo  in  cui alcuni centri urbani vengono usati, come nel caso di Firenze, città  d’arte  i cui  spazi  pubblici  si trasformano  sempre  di più  in spazi  privati  che  i  turisti  si trovano  a dover ‘acquistare’ insieme ai loro souvenirs. Vorremmo  provare  a ripercorrere  le indicazioni  più interessanti  emerse  nell’atelier  dividendole  in tre  grandi aree  tematiche:  città  ideali  e virtuali,  effettive  pratiche di uso e di progettazione  e, infine, percezioni della città e della  sua  sicurezza,  delle  sue  zone  di esclusione  e inclusione.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1. città ideali/città virtuali&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;2. la città nelle pratiche d'uso e di progettazione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;3. il degrado e il controllo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;4. sociologi e antropologi di fronte alla città&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;5. verso un'etnografia semiotica della città: l'immagine della città di Kevin Lynch&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;6. semiotica e antropologia urbana: Ulf Hannerz&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.associazionesemiotica.it/ec/pdf/pozzato_demaria_15_03_06.pdf"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;&lt;a href="http://www.associazionesemiotica.it/ec/pdf/pozzato_demaria_15_03_06.pdf"&gt;rivista AISS (pdf)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://216.239.59.104/search?q=cache:xasNzl5ml08J:www.associazionesemiotica.it/ec/pdf/pozzato_demaria_15_03_06.pdf+hannerz+citt%C3%A0+citazione+esplorare&amp;hl=it&amp;amp;amp;gl=it&amp;ct=clnk&amp;amp;cd=2&amp;amp;lr=lang_it"&gt;rivista AISS (html)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30559094-115260801076053133?l=urbanare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://urbanare.blogspot.com/feeds/115260801076053133/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30559094&amp;postID=115260801076053133' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30559094/posts/default/115260801076053133'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30559094/posts/default/115260801076053133'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://urbanare.blogspot.com/2006/07/etnografia-urbana.html' title='ETNOGRAFIA URBANA'/><author><name>LoiZ</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_ITJw99qks0w/SSH8f0WSQAI/AAAAAAAAA90/aGPLCL00aZY/S220/sicretz+allouin+075.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30559094.post-115260711495271291</id><published>2006-07-11T10:36:00.000+02:00</published><updated>2006-07-12T13:41:14.356+02:00</updated><title type='text'>semiotica della città</title><content type='html'>&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="743"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign="middle" width="683"&gt;&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="743"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign="middle" width="683"&gt;&lt;div class="style1" align="right"&gt;               &lt;p class="style1" align="center"&gt;Comunicazioni presentate negli Atelier del XXXIII Congresso dell'AISS&lt;br /&gt;             &lt;b&gt;"Per una &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Semiotica"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;semiotica&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; della città. Spazi sociali e culture metropolitane"&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;             San Marino, 28-30 ottobre 2005 &lt;/p&gt;               &lt;/div&gt;&lt;/td&gt;             &lt;td width="13"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;           &lt;/tr&gt;           &lt;tr align="left"&gt;             &lt;td&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;         &lt;br /&gt;         &lt;/p&gt;                  &lt;table style="width: 632px; height: 1688px; text-align: left; margin-left: 0px; margin-right: auto;" border="1" cellpadding="3" cellspacing="0"&gt;                   &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;                     &lt;td colspan="3" valign="top"&gt;&lt;span class="style9"&gt;Sezione&lt;strong&gt; &lt;em&gt;Mappe e rappresentazioni: città descritta e ritratti possibili&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;                   &lt;/tr&gt;                   &lt;tr&gt;                     &lt;td valign="top" width="19%"&gt;Francesca De Ruggieri &lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top" width="66%"&gt;&lt;span class="style3"&gt;Matrix and the city: città reale/città virtuale nella cultura visuale contemporanea &lt;/span&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top" width="15%"&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span class="style2"&gt;/&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.associazionesemiotica.it/ec/pdf/de_ruggieri_15_03_06.pdf" target="_blank"&gt;pdf (96 Kb)&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;                   &lt;/tr&gt;                   &lt;tr&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;p&gt;Maria Giulia Dondero&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;p class="style3"&gt;Scenari del sé e monumenti in posa nella fotografia turistica&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span class="style2"&gt;/&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.associazionesemiotica.it/ec/pdf/dondero_31_12_05.pdf" target="_blank"&gt;pdf (904 Kb)&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;                   &lt;/tr&gt;                   &lt;tr&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;p&gt;Francesco Galofaro&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;p class="style3"&gt;&lt;em&gt;La città&lt;/em&gt; di Riccardo Barreiro e Juan Gimenez &lt;/p&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span class="style2"&gt;/&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.associazionesemiotica.it/ec/pdf/galofaro_15_03_06.pdf" target="_blank"&gt;pdf (76 Kb)&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;                   &lt;/tr&gt;                   &lt;tr&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;p&gt;Andri Gerber&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;p class="style3"&gt;Peter Eisenman dalla descrizione alla de-scrizione&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span class="style2"&gt;/&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.associazionesemiotica.it/ec/pdf/gerber_15_03_06.pdf" target="_blank"&gt;pdf (652 Kb)&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;                   &lt;/tr&gt;                   &lt;tr&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;p&gt;Alice Giannitrapani&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;p class="style3"&gt;Forme di costruzione dell’identità dei luoghi:il caso di Erice nelle guide turistiche&lt;/p&gt;                         &lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span class="style2"&gt;/&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.associazionesemiotica.it/ec/pdf/giannitrapani_15_03_06.pdf" target="_blank"&gt;pdf (208 Kb)&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;                   &lt;/tr&gt;                   &lt;tr&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;p&gt;Daniela Panosetti&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;p class="style3"&gt;La città schizofrenica. Ambiguità e duplicazioni discorsive ne &lt;em&gt;La trilogia della città di K&lt;/em&gt; di Agotha Kristof&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span class="style2"&gt;/&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.associazionesemiotica.it/ec/pdf/panosetti_15_03_06.pdf" target="_blank"&gt;pdf (500 Kb)&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;                   &lt;/tr&gt;                   &lt;tr&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;p&gt;Elisebha Fabienne Platzer&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;p class="style3"&gt;Perché &lt;em&gt;Le città invisibili&lt;/em&gt;?&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span class="style2"&gt;/&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.associazionesemiotica.it/ec/pdf/platzer_15_03_06.pdf" target="_blank"&gt;pdf (128 Kb)&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;                   &lt;/tr&gt;                   &lt;tr&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;p&gt;Gabriele Salvatori&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;p class="style3"&gt;Nevrosi e forme di vita metropolitane. Tre film di Woody Allen&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span class="style2"&gt;/&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.associazionesemiotica.it/ec/pdf/salvatori_15_03_06.pdf" target="_blank"&gt;pdf (96 Kb)&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;                   &lt;/tr&gt;                   &lt;tr&gt;                     &lt;td colspan="3" valign="top"&gt;&lt;br /&gt;                 &lt;br /&gt;     Sezione&lt;strong&gt; &lt;em&gt;Zone, frontiere, confini: la città come spazio culturale&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;                   &lt;/tr&gt;                   &lt;tr&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;p&gt;Pierluigi Cervelli,&lt;br /&gt;   Franciscu Sedda &lt;/p&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;p class="style3"&gt;Introduzione&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span class="style2"&gt;/&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.associazionesemiotica.it/ec/pdf/cervelli_sedda_27_06_06.pdf" target="_blank"&gt;pdf (184 Kb)&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;                   &lt;/tr&gt;                   &lt;tr&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;Paolo Bertetti &lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;Il senso calpestato. Per una semiotica del marciapiede&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;span class="style2"&gt;/&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.associazionesemiotica.it/ec/pdf/bertetti_5_5_06.pdf" target="_blank"&gt;pdf (312 Kb)&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;                   &lt;/tr&gt;                   &lt;tr&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;p&gt;Valentina Ciuffi&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;p class="style3"&gt;&lt;em&gt;Terrains vagues&lt;/em&gt;: il rovescio dei vuoti urbani&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span class="style2"&gt;/&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.associazionesemiotica.it/ec/pdf/ciuffi_15_03_06.pdf" target="_blank"&gt;pdf (432 Kb)&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;                   &lt;/tr&gt;                   &lt;tr&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;p&gt;Maria José Contreras&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;p class="style3"&gt;Città sotto attacco: di bombe e poemi&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span class="style2"&gt;/&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.associazionesemiotica.it/ec/pdf/contreras_15_03_06.pdf" target="_blank"&gt;pdf (92 Kb)&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;                   &lt;/tr&gt;                   &lt;tr&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;p&gt;Marco Felici &lt;/p&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;p class="style3"&gt;Linguaggio progettuale e forma mentis della sostenibilità&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span class="style2"&gt;/&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.associazionesemiotica.it/ec/pdf/felici_15_03_06.pdf" target="_blank"&gt;pdf (36 Kb)&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;                   &lt;/tr&gt;                   &lt;tr&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;p&gt;Tommaso Granelli&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;h3 class="style8"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Per una semiotica del Terrain Vague: da luogo anomico  a dérive passionale&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span class="style2"&gt;/&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.associazionesemiotica.it/ec/pdf/granelli_15_03_06.pdf" target="_blank"&gt;pdf (124 Kb)&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;                   &lt;/tr&gt;                   &lt;tr&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;p&gt;Dania Patassini&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;h1 class="style3"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Metro-morfosi. mutazioni spaziali nel metro’ di parigi (un problema di traduzione spaziale)&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span class="style2"&gt;/&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.associazionesemiotica.it/ec/pdf/patassini_15_03_06.pdf" target="_blank"&gt;pdf (252 Kb)&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;                   &lt;/tr&gt;                   &lt;tr&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;p&gt;Elena Pirazzoli&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;h1 class="style3"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Locali notturni e macerie abitate: la ricostruzione ambigua di Beirut&lt;/span&gt; &lt;/h1&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span class="style2"&gt;/&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.associazionesemiotica.it/ec/pdf/pirazzoli_15_03_06.pdf" target="_blank"&gt;pdf (704 Kb)&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;                   &lt;/tr&gt;                   &lt;tr&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;p&gt;Romana Rutelli&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;p class="style3"&gt;&lt;em&gt;Métro, Underground, Subway&lt;/em&gt; e altri spazi cittadini della frontiera&lt;/p&gt;                         &lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span class="style2"&gt;/&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.associazionesemiotica.it/ec/pdf/rutelli_23_10_05.pdf" target="_blank"&gt;pdf (120 Kb)&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;                   &lt;/tr&gt;                   &lt;tr&gt;                     &lt;td colspan="3" valign="top"&gt;&lt;br /&gt;                 &lt;br /&gt;     Sezione&lt;strong&gt;&lt;strong&gt; &lt;em&gt;Etnografia urbana: modi d’uso e pratiche dello spazio&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;                   &lt;/tr&gt;                   &lt;tr&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;p&gt;Cristina De Maria&lt;br /&gt;                   Maria Pia Pozzato &lt;/p&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;p class="style3"&gt;Introduzione&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span class="style2"&gt;/&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.associazionesemiotica.it/ec/pdf/pozzato_demaria_15_03_06.pdf" target="_blank"&gt;pdf (164 Kb)&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;                   &lt;/tr&gt;                   &lt;tr&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;Emanuela Bonini Lessing &lt;/td&gt;                     &lt;td class="style3" valign="top"&gt;Sistemi informativi e attribuzioni di senso&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;span class="style2"&gt;/&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.associazionesemiotica.it/ec/pdf/bonini_lessing_15_03_06.pdf" target="_blank"&gt;pdf (92 Kb)&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;                   &lt;/tr&gt;                   &lt;tr&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;p&gt;Marco De Baptistis&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;p class="style3"&gt;Il situazionismo e il discorso sulla città&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span class="style2"&gt;/&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.associazionesemiotica.it/ec/pdf/de_baptistis_31_12_05.pdf" target="_blank"&gt;pdf (80 Kb)&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;                   &lt;/tr&gt;                   &lt;tr&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;p&gt;Lucia Rita Monica Iorio&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;p class="style3"&gt;I Sassi di Matera: da spazio rupestre a spazio antropologico&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span class="style2"&gt;/&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.associazionesemiotica.it/ec/pdf/iorio_15_03_06.pdf" target="_blank"&gt;pdf (884 Kb)&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;                   &lt;/tr&gt;                   &lt;tr&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;Giorgio Lo Feudo&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;b&gt;Spazi urbani fra fruizione e denominazione.&lt;br /&gt;                 È possibile un secondo battesimo?&lt;/b&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;span class="style2"&gt;/&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.associazionesemiotica.it/ec/pdf/lofeudo_1_6_06.pdf" target="_blank"&gt;pdf (120 Kb)&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;                   &lt;/tr&gt;                   &lt;tr&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;p&gt;Raul Magallon&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;p class="style3"&gt;Firenze, città sacra con carattere profano: Dal pubblico al privato&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span class="style2"&gt;/&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.associazionesemiotica.it/ec/pdf/magallon_15_03_06.pdf" target="_blank"&gt;pdf (100 Kb)&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;                   &lt;/tr&gt;                   &lt;tr&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;Tiziana Migliore &lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;b&gt;"Cosmopolis", di Maurice Benayoun. Città Ideale nella logica della Rete&lt;/b&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span class="style2"&gt;/&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.associazionesemiotica.it/ec/pdf/migliore_15_03_06.pdf" target="_blank"&gt;pdf (472 Kb)&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;                   &lt;/tr&gt;                   &lt;tr&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;p&gt;Annalisa Pelizza&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;h1 class="style3"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Spazi pubblici a un bivio. Per una interpretazione del tema del “degrado”: il caso del PSC del Comune di Bologna&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span class="style2"&gt;/&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.associazionesemiotica.it/ec/pdf/pelizza_15_03_06.pdf" target="_blank"&gt;pdf (368 Kb)&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;                   &lt;/tr&gt;                   &lt;tr&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;p&gt;Alessandro Rudelli&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;p class="style3"&gt;Non più, non ancora.&lt;br /&gt;       Pragmatica generativa e trasformazionale dei regimi semiotici negli spazi urbani delle società di controllo&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span class="style2"&gt;/&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.associazionesemiotica.it/ec/pdf/rudelli_15_03_06.pdf" target="_blank"&gt;pdf (76 Kb)&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;                   &lt;/tr&gt;                   &lt;tr&gt;                     &lt;td colspan="3" valign="top"&gt;&lt;br /&gt;                 &lt;br /&gt;     Sezione &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Luoghi pubblici e spazi commerciali: nuove forme di messa in comune del territorio urbano&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;                   &lt;/tr&gt;                   &lt;tr&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;p&gt;Vanni Codeluppi&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;p class="style3"&gt;La città come vetrina&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span class="style2"&gt;/&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.associazionesemiotica.it/ec/pdf/codeluppi_31_12_05.pdf" target="_blank"&gt;pdf (40 Kb)&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;                   &lt;/tr&gt;                   &lt;tr&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;p&gt;Pierluigi Musarò&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;p class="style3"&gt;Il significato sociale del consumo: gli spazi commerciali come distributori di “senso etico”&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span class="style2"&gt;/&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.associazionesemiotica.it/ec/pdf/musaro_15_03_06.pdf" target="_blank"&gt;pdf (140 Kb)&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;                   &lt;/tr&gt;                   &lt;tr&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;p&gt;Andrea Pascali&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;p class="style3"&gt;Spazi senza storia: l’ipermercato e la solitudine &lt;em&gt;al&lt;/em&gt; consumo&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span class="style2"&gt;/&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.associazionesemiotica.it/ec/pdf/pascali_15_03_06.pdf" target="_blank"&gt;pdf (76 Kb)&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;                   &lt;/tr&gt;                   &lt;tr&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;p&gt;Gian Paolo Proni&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;h3 class="style8"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il fashion shopping urbano: problemi e prospettive di ricerca&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span class="style2"&gt;/&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.associazionesemiotica.it/ec/pdf/proni_15_03_06.pdf" target="_blank"&gt;pdf (132 Kb)&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;                   &lt;/tr&gt;                   &lt;tr&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;p&gt;Maddalena Rinaldi&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;p class="style3"&gt;Il museo dell’azienda. Le identità dello spazio fra esposizione e interpretazione&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;                     &lt;td valign="top"&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span class="style2"&gt;/&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.associazionesemiotica.it/ec/pdf/rinaldi_15_03_06.pdf" target="_blank"&gt;pdf (152 Kb)&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;                   &lt;/tr&gt;                                             &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;                             &lt;p&gt;&lt;br /&gt;            &lt;/p&gt;               &lt;p&gt;&lt;br /&gt;           &lt;/p&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/td&gt;&lt;td width="13"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;br /&gt;           &lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30559094-115260711495271291?l=urbanare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://urbanare.blogspot.com/feeds/115260711495271291/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30559094&amp;postID=115260711495271291' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30559094/posts/default/115260711495271291'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30559094/posts/default/115260711495271291'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://urbanare.blogspot.com/2006/07/semiotica-della-citt_11.html' title='semiotica della città'/><author><name>LoiZ</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_ITJw99qks0w/SSH8f0WSQAI/AAAAAAAAA90/aGPLCL00aZY/S220/sicretz+allouin+075.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30559094.post-115225921025338710</id><published>2006-07-07T10:00:00.000+02:00</published><updated>2006-07-07T13:04:13.776+02:00</updated><title type='text'>banlieue</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;IL REPORTAGE&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Slogan in codice alle radio, messaggi sms e sui centralini pubblici confermano l'allarme - La parola d'ordine di queste ore è diventata "mimetismo" - "Andiamo in centro nel cuore del nemico" - In tutta la Francia un cupo tam tam di minacce dal nostro inviato LEONARDO COEN&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;"NIKE ta mère". Fottiti. Inutile insistere, chiedere: allora, è vero che andate a Parigi, domani per dimostrare contro Sarkozy? Risposta: "Nike ta mère". Meglio lasciar perdere. Il ragazzo d'origine magrebina allunga il passo, tira su la clip del giubbotto scuro, sparisce. Stanotte Marsiglia è relativamente quieta. Le sirene dei "batar keuf", i poliziotti bastardi (la lingua banlieue è quasi fonetica) si sentono poco. I racailles delle miserabili periferie marsigliesi sono rimasti a casa. Dicono invece che qualcosa abbiano fatto a Juan les Pins e a Nizza. Anche a Tolosa, vetture bruciate nel quartiere del Mirail. A Bordeaux hanno bruciato sette auto della polizia. A Lille stessa solfa. I bollettini sono reticenti, in fatto di numeri. Radio e tv vogliono evitare che certe notizie incitino ai disordini. Radio Soleil, la più diffusa emittente (c'è anche a Parigi) diretta ai francesi di origine magrebina e agli immigrati di origine araba, trasmette su 89,7 in arabo, molto, e poco in francese. Stanotte musica, più del solito. Pubblicità. Dunque, è difficile capire se è vero che si sta preparando l'invasione dei barbari a Parigi, come temono invece le autorità che hanno dato l'allarme. Gli uomini dell'OCLCTIC hanno intercettato messaggi "inequivocabili". La sigla è l'acronimo dell'ufficio centrale per la lotta contro la criminalità legata alla tecnologia di informazione e comunicazione e dipende dalla procura di Parigi. E' il segreto di Pulcinella. Lo sanno tutti che la rivolta corre su Internet e che i rivoltosi si scambiano messaggi coi telefonini: gli indiani metropolitani delle periferie lanciano così i loro segnali di guerra, non gli importa nulla se glieli scoprono, anzi, questo rende la loro ribellione ancor più audace.&lt;br /&gt;I poliziotti ranger li intercettano e decifrano il tam tam. Sms come appelli alla battaglia, alla violenza, alla sfida. L'odio sociale, qualcuno di loro lo scrive, segno che questa guerriglia contro l'esclusione e l'oblìo non nasce per caso. Sms, dunque. Per esempio, tra i più gettonati e i più inquietanti: "On va bruler Paname!". Lo gridavano i pirati dei Caraibi, solo che la Panama dell'anno 2005 è la Parigi di Sarkozy, il viceré di Chirac. "Va leur foutre le feu", e qui l'interpretazione è una e basta: andiamo a fregargli il fuoco, cioè le armi, ai flic, gli agenti di polizia. Si usa il lessico " texto", si indica il programma di massima della campagna di lotta: "On va dans le centre de Paris que tout-le monde prend peur"., l'obiettivo è chiaro, andiamo dritti nel cuore del nemico, nella città dei ricchi, mostriamogli che usciamo dai ghetti, portiamo la banlieue in centro: agli Champs Elysées, alla Bastille, a République, a' l'Arc du Triomphe, alle Halles. Tutti gli indirizzi corrispondono alle fermate del metrò. Più difficile intercettare i messaggi vocali delle segreterie telefoniche: la polizia teme che siano quelli "veri", e che i "casseurs" utilizzino cabine telefoniche pubbliche o telefoni normali. Tra gli analisti della sicurezza francese c'è il dubbio che tutto questo fiorire di messaggi che istigano a colpire la polizia e incitano a calare sulla capitale dalle "periferie della periferia", ossia dal resto della Francia, sia soltanto una gigantesca presa in giro, un modo per mandare in fibrillazione l'apparato preventivo e per tenerlo sempre sotto pressione. Una provocazione, per spaventare l'opinione pubblica. Quella che al 73 per cento ha approvato il coprifuoco nelle città a rischio. Una strategia unica, dietro tutto ciò? O un fenomeno spontaneo di cybernautica che si è autoalimentato grazie ai contatti web e al passaparola? Il sito bouna93skyblog era nato inizialmente come blog in memoria di Bouna Traoré e Zyed Benna, i due giovani morti folgorati dopo essersi rifugiati in una centralina elettrica. In dodici giorni ha accumulato la bellezza di 3,2milioni di pagine web ma era anche diventato un luogo virtuale dove coltivare rabbia e violenza. E' stato blindato. Stessa sorte per molti altri indirizzi sospetti, specie quelli che fanno capo a Dj, rappers. Le cercledurap è stato disattivato perché non garantiva le condizioni di utilizzo prescritte dal master skyblog. A Marsiglia, capitale della musica rai e del rap estremo, i ribelli delle periferie preferiscono essere chiamati lascar: el askar in arabo-persiano significa militare, perciò loro si vedono come soldati della banlieue che si suppone debbano essere coraggiosi e decisi. Sapendo di non poter competere con la polizia, usano l'astuzia dei poveri e degli emarginati, giocano come il topo col gatto. In senso autoironico, gli arabi di questi immensi falansteri (la periferia di Marsiglia sa essere orribile e drammatica) si definiscono "rat" (in francese, appunto, topo). Solo che il significato è sostanzialmente diverso: rat come gente che è rampante, che vuole invadere la società. Il gergo è fondamentale. E' come una password esistenziale. Non a caso, per cercare di capire quel che succede bisogna innanzitutto capire la lingua della periferia. In queste ultime ore la parola che sta tracimando dal fiume della ribellione è "mimetismo". Rinserrare i ranghi, ripiegare e confondersi nei quartieri. Aspettare. Per poi colpire ancora. Di nuovo. Tanto, che c'è da perdere? Ed è curioso vedere che i focolai della ribellione più irriducibile non siano attorno a Parigi, bensì in città come Lille - tradizionale bastione dell'islamismo più radicale. O Tolosa, Saint-Etienne, Lione, Mulhouse, Strasburgo, Nizza. Città industriali o, come Nizza, capitale della Costa Azzurra, città dove i contrasti sociali sono enormi, insopportabili. E dove la ribellione è quotidiana. Ma da anni.&lt;br /&gt;(12 novembre 2005)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it"&gt;www.repubblica.it&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30559094-115225921025338710?l=urbanare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://urbanare.blogspot.com/feeds/115225921025338710/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30559094&amp;postID=115225921025338710' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30559094/posts/default/115225921025338710'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30559094/posts/default/115225921025338710'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://urbanare.blogspot.com/2006/07/banlieue.html' title='banlieue'/><author><name>LoiZ</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_ITJw99qks0w/SSH8f0WSQAI/AAAAAAAAA90/aGPLCL00aZY/S220/sicretz+allouin+075.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30559094.post-115218254837940552</id><published>2006-07-06T12:40:00.000+02:00</published><updated>2006-07-06T12:52:18.983+02:00</updated><title type='text'>W O O S T E R  a celebration of street art</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/7/2258/400/socks.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7/2258/400/socks.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.woostercollective.com/"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 204, 0);font-size:180%;" &gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;www.woostercollective.com&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30559094-115218254837940552?l=urbanare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://urbanare.blogspot.com/feeds/115218254837940552/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30559094&amp;postID=115218254837940552' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30559094/posts/default/115218254837940552'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30559094/posts/default/115218254837940552'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://urbanare.blogspot.com/2006/07/w-o-o-s-t-e-r-celebration-of-street.html' title='W O O S T E R  a celebration of street art'/><author><name>LoiZ</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_ITJw99qks0w/SSH8f0WSQAI/AAAAAAAAA90/aGPLCL00aZY/S220/sicretz+allouin+075.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30559094.post-115210333995391372</id><published>2006-07-05T14:40:00.000+02:00</published><updated>2006-07-07T12:43:50.973+02:00</updated><title type='text'>os urbanitas BRASIL</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0); font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);"&gt;in portoghese BRASILE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);font-family:arial;font-size:130%;"  &gt;OS URBANITAS&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(102, 102, 102);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left; color: rgb(192, 192, 192);"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial,Helvetica;font-size:100%;"  &gt;&lt;a href="http://www.aguaforte.com/antropologia/cidade.htm"&gt;&lt;b&gt;O&lt;/b&gt; que  pode ser  uma  cidade?&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;span style="color: rgb(192, 192, 192);font-family:Arial,Helvetica;font-size:100%;"  &gt;&lt;a href="http://www.aguaforte.com/antropologia/oquesedi.htm"&gt;&lt;b&gt;O&lt;/b&gt; que se diz sobre as cidades?&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(192, 192, 192);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(192, 192, 192);font-family:Arial,Helvetica;font-size:100%;"  &gt;&lt;a href="http://www.aguaforte.com/antropologia/homem.htm"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;O&lt;/span&gt; Homem Urbano&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(192, 192, 192);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(192, 192, 192);font-family:Arial,Helvetica;font-size:100%;"  &gt;&lt;a href="http://www.aguaforte.com/antropologia/grupos.htm"&gt;&lt;b&gt;G&lt;/b&gt;rupos &lt;b&gt;U&lt;/b&gt;rbano&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.aguaforte.com/antropologia/espere.htm"&gt;s&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(192, 192, 192);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(192, 192, 192);font-family:Arial,Helvetica;font-size:100%;"  &gt;&lt;a href="http://www.aguaforte.com/antropologia/estilo.htm"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;E&lt;/span&gt;stilos de vida  urbanos&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(192, 192, 192);font-family:Arial,Helvetica;font-size:100%;"  &gt;&lt;a href="http://www.aguaforte.com/antropologia/festa.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;F&lt;/span&gt;estas  na &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;C&lt;/span&gt;idade&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(192, 192, 192);font-family:Arial,Helvetica;font-size:100%;"  &gt;&lt;a href="http://www.aguaforte.com/antropologia/espere.htm"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;R&lt;/span&gt;eligiosidade  e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;U&lt;/span&gt;rbanidade&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;p style="text-align: left; color: rgb(192, 192, 192);"&gt; &lt;/p&gt;&lt;span style="color: rgb(192, 192, 192);font-family:Arial,Helvetica;font-size:100%;"  &gt;&lt;a href="http://www.aguaforte.com/antropologia/Clubbers1.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;T&lt;/span&gt;radicionais e  &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;M&lt;/span&gt;odernos&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(192, 192, 192);"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(192, 192, 192);font-family:Arial,Helvetica;font-size:100%;"  &gt;&lt;a href="http://www.aguaforte.com/antropologia/osurbanitas/revista/pesqnet1.htm"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;P&lt;/span&gt;esquisa de &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;C&lt;/span&gt;ampo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;V&lt;/span&gt;irtual&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div  style="text-align: center; font-weight: bold; color: rgb(51, 102, 102);font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;a style="font-family: arial;" href="http://www.aguaforte.com/antropologia/"&gt;www.aguaforte.com/antropologia/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30559094-115210333995391372?l=urbanare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://urbanare.blogspot.com/feeds/115210333995391372/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30559094&amp;postID=115210333995391372' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30559094/posts/default/115210333995391372'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30559094/posts/default/115210333995391372'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://urbanare.blogspot.com/2006/07/os-urbanitas-brasil_115210333995391372.html' title='os urbanitas BRASIL'/><author><name>LoiZ</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_ITJw99qks0w/SSH8f0WSQAI/AAAAAAAAA90/aGPLCL00aZY/S220/sicretz+allouin+075.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30559094.post-115210261589037282</id><published>2006-07-05T14:01:00.000+02:00</published><updated>2006-07-05T14:57:38.043+02:00</updated><title type='text'>antropologia urbana ITALIA</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Contributo presentato al Convegno "Gli studi di storia dell'antropologia in Italia"&lt;br /&gt;Villa Mirafiori, Aula VI, Roma 12 - 13 - 14 ottobre 1995&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;                    &lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;ANTROPOLOGIA URBANA: &lt;/strong&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;TRA NUOVO OGGETTO E NUOVO PARADIGMA&lt;/strong&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1. Questioni di etichetta&lt;br /&gt;2. I percorsi urbani della ricerca antropologica&lt;br /&gt;2.2. Studi urbani nei paesi del terzo mondo e in via di sviluppo&lt;br /&gt;2.3. Studi rivolti alla società d'appartenenza dell'antropologo&lt;br /&gt;2.4. Studi sulla città come istituzione sociale&lt;br /&gt;3. Città e società: concettualizzazioni&lt;br /&gt;3.1. Funzionalismo e studi di comunità&lt;br /&gt;3.2. Crisi dei paradigmi forti&lt;br /&gt;3.3. Verso un nuovo paradigma&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;strong&gt;Abstract&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;L'articolo ripercorre l'emergere della specializzazione dell'antropologia urbana con particolare riguardo all'ambito statunitense e britannico, cercando di dimostrare che l'affermarsi di questo settore di studi sia collegato oltre che ad importanti trasformazioni nel contesto storico-politico globale in cui l'antropologo si inserisce, anche a fondamentali mutamenti sul piano teoretico ed epistemologico che investono l'antropologia contemporanea e le scienze umane in genere.&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.cybercultura.it/pubvin/1995_antropologia_urbana.htm"&gt;http://www.cybercultura.it/pubvin/1995_antropologia_urbana.htm&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30559094-115210261589037282?l=urbanare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://urbanare.blogspot.com/feeds/115210261589037282/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30559094&amp;postID=115210261589037282' title='28 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30559094/posts/default/115210261589037282'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30559094/posts/default/115210261589037282'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://urbanare.blogspot.com/2006/07/antropologia-urbana-italia.html' title='antropologia urbana ITALIA'/><author><name>LoiZ</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_ITJw99qks0w/SSH8f0WSQAI/AAAAAAAAA90/aGPLCL00aZY/S220/sicretz+allouin+075.jpg'/></author><thr:total>28</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30559094.post-115193188081070673</id><published>2006-07-03T15:02:00.000+02:00</published><updated>2006-07-03T15:38:18.573+02:00</updated><title type='text'>geografia emozionale</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Data"  style="font-size:85%;"&gt;15 Gennaio 2006&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Titolo"  style="font-size:85%;"&gt;GEOGRAFIA EMOZIONALE&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;E' simile a qualcosa che riaffiora, qualcosa che si è fatto ma che per qualche motivo si è dimenticato: è la necessità di raccontare i paesaggi naturali, ma anche i luoghi urbani, come atmosfere dell'animo. Questo bisogno riscoperto si chiama geografia emozionale, è uno dei movimenti estetici che in questi anni ha saputo cogliere a New York come a Tokyo, a Berlino come a Londra, i sintomi di un risvegliato bisogno di uno stare in uno spazio e raccontarlo partendo dalle emozioni che sa trasmettere. Nell'era dell'essere dappertutto, ma in realtà sentirsi spaesati, le esperienze sensoriali, il  tatto, l'olfatto, il gusto, il riverbero interiore sono le àncore che aiutano a percepire lo spazio che si abita. I  viaggi, dall'altro capo del mondo come oltre le strisce pedonali sotto casa, valgono per le sensazioni che trasmettono.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Per raccontare questa filosofia, in Italia c'è una rivista. Un trimestrale nato a Milano ma con firme  internazionali. Si chiama Aria.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Laura Broggi -"Aria"-&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;: "In un'epoca di sovraccarico visivo, proprio le immagini sembrano non bastare. La città, il paese, tornano a essere uno spazio da percorrere. Si desidera riscoprire un luogo per l'emozione che trasmette  piuttosto che per il tempo, inutilmente accelerato, che costringe a scandire. Lo si desidera ascoltare anziché guardarlo come semplice catalogo di superfici esteriori: palazzi,  oggetti, abiti o atteggiamenti che dir si voglia. Geografia emozionale vuol dire guardare a cose e persone e ascoltare ciò che riaffiora alla mente magari anche in relazione alle cose più improbabili. Pensare a persone mentre si guarda un pianoforte, una vetrina, un'opera d'arte, una strada".&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Una geografia emozionale da non confondere però con la semplice emotività superficiale, con la reazione immediata e autocompiaciuta. E' piuttosto la pratica di esperienze che aiutano a tracciare itinerari personali, rotte intime.&lt;br /&gt;E' un po' quel "partire da sé" che contiene sia l'idea del cominciare da sé ma anche dell'allontanarsi da sé, proprio per poter viaggiare e scoprire una propria geografia.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Laura Broggi:&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; "&lt;em&gt;Fotografia, cinema, arte, design...La geografia emozionale si declina nelle varie pratiche artistiche: fotografie che dicono di trasparenze e specchi, di immagini che non sono solo quello che fanno vedere; racconti che descrivono soprattutto luoghi momentanei, interni ordinari; architetture sul filo dell'abbandono. Niente a che fare con le idee di celebrazione ed esaltazione".&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;Giuliana Bruno&lt;/strong&gt;, la teorica che ha dato il via a questa tendenza, vive negli Stati Uniti, è docente ad Harvard. Per lei si è all'inizio di una nuova era dopo il postmoderno. Dal manifestarsi fuori dalle cose di anni fa al desiderio di capire cosa sia l'insieme dei luoghi che si abita. E' quell'e-muovere che vuol dire proprio uscire da sé, magari senza coordinate e guardare con occhi nuovi il consueto.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Laura Broggi:&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; "&lt;em&gt;Che sia una tendenza lo si riscontra anche su giornali e libri. Si legge di richieste per un design semplice ma dal forte impatto emotivo. Di città ripensate partendo dalle piccole emozioni. Per ascoltare il passare delle stagioni, per lasciar posto anche al buio, per percepire odori e spazi. Si apprende che la scienza ha scoperto il neurone specchio: e cioè il segreto delle emozioni.  Si narra di profili per nuove professioni, come l'Organizzatore dell'Emotività Ambientale. Si organizzano cene e feste al buio, ma anche silenziose, per risvegliare percezioni addormentate. I musei allestiscono percorsi olfattivi e tattili. Il marketing innalza colonne di stimoli percettivi attorno a ogni prodotto. Perfino l'ultimo festival della filosofia è stato dedicato alla sensorialità, alla corporeità. Insomma  la voglia di sentire il mondo si fa strada in una società tutta rivolta a ciò che si vede".&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Dalla pubblicità al design, al life style passando per architettura e narrativa, moda, cinema e arte molto sembra riverberare della luce dell'emozionale. Una tendenza che ritrova in un certo cinema, in una certa narrativa, i propri codici estetici. Un filone che passa da &lt;strong&gt;Wenders&lt;/strong&gt; a &lt;strong&gt;Sofia Coppola, Wong Kar Wai&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Paolo Sorrentino&lt;/strong&gt;. Da &lt;strong&gt;Kuitca&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Wilson &lt;/strong&gt;a &lt;strong&gt;Hillman&lt;/strong&gt;,  &lt;strong&gt;Woodmann&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Chiaramonte&lt;/strong&gt;. E' l'elogio dell'ombra alla Biennale di Forster.&lt;br /&gt;Una cosa è certa, la geografia emozionale non è bulimica di novità quanto piuttosto curiosa di un sentire diverso e per dirla come &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Voltaire&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; "&lt;em&gt;Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi".&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.nonsolomoda.mediaset.it/puntata/puntata_24.shtml?2#page"&gt;nonsolomoda&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30559094-115193188081070673?l=urbanare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://urbanare.blogspot.com/feeds/115193188081070673/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30559094&amp;postID=115193188081070673' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30559094/posts/default/115193188081070673'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30559094/posts/default/115193188081070673'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://urbanare.blogspot.com/2006/07/geografia-emozionale.html' title='geografia emozionale'/><author><name>LoiZ</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_ITJw99qks0w/SSH8f0WSQAI/AAAAAAAAA90/aGPLCL00aZY/S220/sicretz+allouin+075.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30559094.post-115192746717762726</id><published>2006-07-03T13:34:00.000+02:00</published><updated>2006-07-03T15:07:10.456+02:00</updated><title type='text'>periferie</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span class="Data"&gt;22 Gennaio 2006&lt;/span&gt;&lt;span class="Titolo"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span class="Titolo"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span class="Titolo"&gt;PERIFERIE&lt;/span&gt;                 &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il punto di partenza è la Francia, dove l'esplosione delle periferie si inserisce in una lunga tradizione di rivolte sociali. Architetti, sociologi, economisti, geografi, artisti ne discutono per studiare il tessuto urbano e la sua evoluzione, per capire il fenomeno ed arrivare a conclusioni spesso contradditorie. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Per alcuni non è vero che tutta le periferie sono brutte, che ovunque si vive male e ci si sente degli emarginati, degli esclusi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Per altri sono da considerarsi comunque e sempre luoghi di conflitto e di contrasti, difficili e inabitabili. Nella querelle tra i diversi punti di vista ne esce che le periferie non sono più disposte ai margini della città, ma si possono trovare dappertutto anche all'interno della città stessa. La distanza non è più solo geografica, perché chi le abita finisce per interiorizzare quella linea invisibile che le separa dagli altri quartieri.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Affidarne il restyling a grandi firme, abbattere per ricostruire da zero, abbellirle, rinverdirle, farne dei parchi culturali...Per viverci meglio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;A Milano fino al 29 gennaio, Palazzo Reale ospita un itinerario di paesaggi, architetture, volti, una mostra organizzata dalla Federico Motta Editore. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Da un secolo a un altro. Da Sironi al presente. Dalle periferie desolate e abbandonate di ieri, a quelle contemporanee. Una sorta di contrappunto visivo reso grazie alle incursioni dentro il paesaggio urbano del fotografo Francesco Iodice. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Un parallelo tra due artisti, tra i luoghi di Costant Permeke e quelli di Mario Sironi,  per evidenziare analogie e differenze, affinità e distanze. Quelli che si vedono non sono luoghi di alienazione del proletariato urbano, ma simbolo della modernità. Dove le fabbriche sono viste come nuove cattedrali dell'età industriale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Se alcune periferie di oggi non sono altro che  deserti costruiti, cubi abitativi, condomini dormitori, altre offrono attrezzati e piacevoli spazi per il tempo libero, e una buona qualità della vita perchè libere dal traffico e di facile e veloce accessibilità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;La mostra di Palazzo Reale è stata anche occasione di incontro per affrontare l'argomento partendo da esperienze e punti di vista differenti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Le belle periferie che abbiamo incontrato nel nord Europa parlano di materiali ecocompatibili e risparmio energetico, di spazi verdi, di infrastrutture e servizi, di soluzioni costruttive intelligenti che si traducono in edifici piacevoli e umani nelle dimensioni, dove si abita e non si viene immagazzinati, dove il disagio e il malcontento possono essere visti solo come un pretesto per creare disordini. A prescindere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;A Lione, in Francia un quartiere popolare è stato trasformato in museo a cielo aperto. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Per celebrare un illustre cittadino, l'architetto Tony Garnier, ma anche per ridare dignità a chi lo abita. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;I problemi sociali paiono scomparire dietro a facciate ridipinte, muri affrescati, palazzi decorati, abbelliti, rivivacizzati con una mano di colore. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Agli architetti non bisogna attribuire responsabilità politiche, altrimenti si da loro un potere sulla società che in realtà non hanno mai avuto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span class="Data"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span class="Data"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span class="Data"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;" class="Data"&gt;pagina nera&lt;/span&gt;&lt;span class="Titolo"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span class="Titolo"&gt;PERIFERIA AL CENTRO&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Al centro dell'attenzione della municipalità, della politica e naturalmente...dell'economia.&lt;br /&gt;Se c'è un centro è inevitabile che ci sia una periferia. Il centro è prestigio, è immagine, è possibilità.&lt;br /&gt;La periferia è la negazione di queste cose, ma è anche scempio architettonico, degrado e assenza, a volte, di tutto.&lt;br /&gt;Coloriamole, piantumiamole, organizziamole...saranno più belle: sono le promesse di nuovi Sindaci, Assessori all'Urbanistica e alla Cultura.&lt;br /&gt;Abbattiamole, ricostruiamole, firmiamole...saranno più belle: promettono immobiliaristi, imprese, banche e politici sotto elezioni.&lt;br /&gt;Due strade che non allontanano il problema già esploso a Parigi.&lt;br /&gt;Qualche segnale però viene già dalla moda.&lt;br /&gt;Importanti showroom lasciano il centro per spazi più ampi, meno costosi e più facili da raggiungere.&lt;br /&gt;Seguono giovani imprenditori, artisti, grafici, fotografi e ancora librerie, gallerie, ristoranti etnici e bar per illuminare il buio della sera.&lt;br /&gt;Quindi...&lt;br /&gt;Tante realtà, tanti ritrovati interessi, in periferia come in centro.&lt;br /&gt;E' stato Giorgio Armani il primo a dare un segnale forte, qui a Milano.&lt;br /&gt;Nella zona ex industriale di Porta Genova, ha portato il centro...lo hanno seguito in molti.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Fabrizio Pasquero&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a href="http://www.nonsolomoda.mediaset.it/puntata/puntata_25.shtml?5#page"&gt;nonsolomoda&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30559094-115192746717762726?l=urbanare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://urbanare.blogspot.com/feeds/115192746717762726/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30559094&amp;postID=115192746717762726' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30559094/posts/default/115192746717762726'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30559094/posts/default/115192746717762726'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://urbanare.blogspot.com/2006/07/periferie.html' title='periferie'/><author><name>LoiZ</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_ITJw99qks0w/SSH8f0WSQAI/AAAAAAAAA90/aGPLCL00aZY/S220/sicretz+allouin+075.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30559094.post-115185903262234193</id><published>2006-07-02T18:44:00.000+02:00</published><updated>2006-07-02T19:35:26.486+02:00</updated><title type='text'>città per baciarsi</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;a style="font-weight: bold; font-family: arial;" href="http://www.comune.scandicci.fi.it/CittaComuneNotizie/luglio2001/pagina4.html"&gt;progetto scandicci &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:85%;color:gray;"   &gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:85%;color:gray;"   &gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/7/2258/1600/bacio%20paris.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7/2258/320/bacio%20paris.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.comune.scandicci.fi.it/CittaComuneNotizie/luglio2001/pagina4.html"&gt; &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;table style="width: 629px; height: 717px;" border="0" cellpadding="5" cellspacing="0"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr style="color: rgb(102, 102, 102);" align="justify"&gt;&lt;td colspan="2" bg=""&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:78%;"  &gt;&lt;b&gt;Scheda/1&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:180%;"  &gt;Il piano strutturale&lt;br /&gt;   &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:78%;"  &gt;La Regione Toscana varò nel 1995 la legge n° 5 che definiva i Piani Strutturali come nuovi strumenti di pianificazione urbanistica dei territori . Quella legge decretò così la riforma dei Piani Regolatori Generali per superare la rigidità eccessiva delle procedure che troppo spesso costringevano ad un disegno del territorio a tavolino. Uno strumento, in sostanza, troppo burocratico e costretto ad un iter di approvazione estremamente lungo e lento, tanto che a Scandicci, per varare il vecchio Piano Regolatore, furono necessari, dal momento iniziale a quello conclusivo, quasi dieci anni. La prima fase del lavoro sarà dedicata ad una serie di analisi territoriali, socio-economiche e demografiche che costruiscano il quadro d’insieme. Congiuntamente verrà sviluppato, attraverso il coinvolgimento dei principali attori del territorio (in forma singola e associata), un documento strategico che conterrà gli assi di sviluppo e gli aspetti invarianti dell’intero territorio. Seguirà il lavoro sul regolamento urbanistico che riguarderà essenzialmente gli interventi possibili sul sistema esistente, ed un lavoro, più specifico ed operativo, sul nuovo centro della città, che potrà materializzarsi con i primi elementi architettonici del progetto di stazione della tranvia.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;     &lt;tr style="color: rgb(102, 102, 102);" align="justify"&gt;      &lt;td colspan="2" bg=""&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:78%;"  &gt;&lt;b&gt;Scheda/2&lt;br /&gt;   &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:180%;"  &gt;La città partecipe e informata&lt;br /&gt;   &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:78%;"  &gt;Lo dicono già titolo e copertina "Cambiare insieme la nostra città che cambia". Insieme, appunto, nel segno del dialogo sociale e del coinvolgimento cittadini. Per Scandicci, un metodo per altro non nuovo e che l'Amministrazione ha già sperimentato con il forum “Scandicci città sperimentale” e con l'iniziativa di urbanistica partecipata nel quartiere di Vingone. Metodo che Gheri riconferma quando dice che "nella fase di elaborazione del Piano verrà praticata una forma di “ascolto attivo” dei cittadini, delle associazioni sociali ed economiche, degli operatori economici più significativi, delle organizzazioni sociali, attraverso la creazione di workshop, di specifici gruppi di lavoro e di focus group strategici, coordinati dai nostri consulenti e da altre specifiche competenze accademiche". Dentro a questo percorso anche le scuole. Alcune classi delle scuole medie, un rapporto già avviato per ricevere da loro "un contributo alla costruzione di una città sostenibile dei bambini e delle bambine". Gli studenti delle superiori, coinvolti in un lavoro sui bisogni del mondo giovanile, e quelli del Newton-Russell impegnati in attività più “operative” con ricerche sul patrimonio abitativo. A tutti gli altri, la città dei cittadini e degli operatori economici, Gheri pensa di rivolgersi con una strategia di comunicazione ed informazione "capace di incidere sulla visione che i cittadini hanno della propria città e suscitare una sentimento empatico al cambiamento". &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;     &lt;tr style="color: rgb(102, 102, 102);" align="justify"&gt;      &lt;td colspan="2" bg=""&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:78%;"  &gt;Scheda/3&lt;br /&gt;   &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:180%;"  &gt;La dimensione di quartiere&lt;br /&gt;   &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:78%;"  &gt;"Per costruire una città la cui vestibilità meglio si attagli alle differenti "corporature" dei suoi segmenti sociali, la dimensione di quartiere è una delle misure da tenere in conto per affrontare sia la tendenza all’invecchiamento della popolazione che le esigenze poste dai bambini e dai ragazzi". La Relazione del vicesindaco ed assessore all'urbanistica dedica un capitolo alla valorizzazione della dimensione di quartiere senza per questo affermarne la loro autosufficienza. E siccome dentro lo spazio urbano 'quartiere' "è più facile, a piedi o in bicicletta, fare la spesa, riscuotere una pensione, andare dal medico o al giardino per giocare o leggere il giornale", dice Gheri, "anche attraverso forme di progettazione partecipata, dovremo prevedere incentivi per interventi di reinvenzione e di riqualificazione del tessuto già urbanizzato e di ricucitura e completamento anche con nuove edificazioni".&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30559094-115185903262234193?l=urbanare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://urbanare.blogspot.com/feeds/115185903262234193/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30559094&amp;postID=115185903262234193' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30559094/posts/default/115185903262234193'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30559094/posts/default/115185903262234193'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://urbanare.blogspot.com/2006/07/citt-per-baciarsi.html' title='città per baciarsi'/><author><name>LoiZ</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_ITJw99qks0w/SSH8f0WSQAI/AAAAAAAAA90/aGPLCL00aZY/S220/sicretz+allouin+075.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
